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Arte e Cultura | 14 gennaio 2021, 17:09

Il sorriso (smile) di Guido Rimonda

Un nuovo disco ‘vercellese’ e cinematografico per la Camerata Ducale

Guido Rimonda

Guido Rimonda

Al di là della scaramanzia, il numero 17 non dovrebbe portar male in ambito discografico, anche perché questo nuovo album di Guido Rimonda e della Camerata Ducale per la prestigiosa etichetta londinese Decca, rappresenta una novità assoluta rispetto ai pur notevolissimi precedenti lavori su Giovan Battista Viotti e la letteratura violinista in genere. Stavolta c’è di mezzo il cinema, l’arte per eccellenza del XX seoclo: il titolo del compact “Smile” (letteralmente ‘sorrridi’) fa infatti riferimento a una famosa canzone che l’attore-regista Charlie Chaplin scrive per il proprio lungometraggio Tempi moderni, il primo sonoro della sua lunga carriera. E anche il sottotitolo del disco suggerisce le modalità con cui Rimonda si rapporta al grande schermo, optando perlopiù su pellicole ormai cult quali Giochi proibiti, Il colore viola, Il postino, Il processo, Il cacciatore, Les parapluies di Cherbourg, Nell’anno del Signore, Nuovo Cinema Paradiso, Orfeo negro, Profumo di donna, Schindler’s List.

Registrato in presa diretta al Teatro Civico di Vercelli, in compagnia di un ensemble ormai affiatatissimo e di uno strumento eccezionale come il proprio Stradivari J. M. LeClair 1721 “Le Noir2, il cinquantenne violinista saluzzese affronta dunque per la prima volta su disco la musica filmica, ovvero il soundtrack o score, scegliendo di proposito dodici brani fra loro assai eterogenei in quanto a registi (Camus, Demy, Spielberg, Tornatore, Welles, ecc.), compositori (Bacalov, Bonfa, Jones, Legrand, Morricone, Myers, Trovajoli, Williams). Si tratta di brani originali o preesistenti (come un Albinoni, un anonimo, un Gardel) che servono quasi da commento psicologico alla sequenze visive, in situazioni alquanto eterogenee, ma che Rimonda, con estrema sicurezza, sembra quasi volerli unire idealmente in una sorta di romanticismo perenne; e sono timbro, colore, voce, anima del violino ad accentuare infine un pathos reso ancora più forte da arrangiamenti orchestrali così rigorosamente classici e incisivi.

 

Guido Michelone

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