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Ultim'ora | 19 ottobre 2026, 00:02

Trump: "Zelensky non vuole la fine della guerra". Il presidente ucraino: "Casa Bianca spinge Kiev alla resa"

Trump: "Zelensky non vuole la fine della guerra". Il presidente ucraino: "Casa Bianca spinge Kiev alla resa"

(Adnkronos) -

Nuovo scontro e scambio di accuse tra Volodymyr Zelensky e Donald Trump. I rapporti tesi tra Ucraina e Stati Uniti si traducono in un botta e risposta a distanza, con l'ennesimo affondo del presidente americano. Zelensky, scrive Trump su Truth, "non vuole porre fine a questa guerra" con la Russia "e probabilmente non l'ha mai voluto. Avrebbe potuto ottenere un accordo migliore due anni fa di quello che può ottenere ora", mentre "io voglio che questa guerra finisca". Il numero 1 della Casa Bianca spiega di essere impegnato "nel processo di negoziazione della Pace nella guerra tra Russia e Ucraina" e di non voler "fare nulla che possa allontanare, in modo sciocco, la Russia dal tavolo delle trattative". 

 

"Si stanno facendo grandi progressi, e questo include le attuali negoziazioni sui prigionieri", dice Trump. "La Russia sta facendo pochissimo, se non nulla, per aiutare la Repubblica Islamica dell'Iran, rispetto a quello che potrebbe fare. E io voglio mantenere le cose così, e lo farò. A meno che persone stupide non si mettano in mezzo". Secondo Trump "Zelensky sta utilizzando le raffinerie di diesel in Russia come bersaglio, sapendo che questi attacchi stanno danneggiando seriamente i mercati mondiali del diesel, inclusi quelli negli Stati Uniti. Agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo stanno soffrendo grandemente per questo, ma la Russia, nondimeno, sta inviando, a un prezzo basso, milioni di barili di diesel al mondo", dice riproponendo la versione secondo cui a incidere sui prezzi del gasolio sarebbero gli attacchi ucraini contro gli impianti russi. "A Zelensky non importa. E francamente, con tutti i soldi che l'Europa gli sta dando e che Joe Biden gli ha dato in passato, lui non vuole porre fine a questa guerra. Probabilmente non l'ha mai voluto", l'accusa al presidente ucraino. 

 

A Kiev, Zelensky delinea uno scenario ovviamente diverso. E' Trump, dice il presidente ucraino, che vorrebbe la resa del paese aggredito dalla Russia. Il quadro di Zelensky prende forma con i passi compiuti negli ultimi giorni da Washington. Prima l'accordo con Vladimir Putin per la fornitura di gasolio russo agli Usa, poi la decisione con cui Trump ha cancellato le sanzioni nei confronti di Mosca. "Credo che siano state intraprese azioni per convincere l'Ucraina a capitolare - dice Zelensky in un'intervista a Bloomberg, rilanciata dai media ucraini - Non sto dicendo che sia questo l'obiettivo perseguito dai nostri partner. Non voglio pensare che i nostri partner americani credano che la guerra possa finire prima a spese dell'Ucraina. Ma è questa l'impressione". 

Zelensky ovviamente non può e non vuole interrompere il dialogo con gli Stati Uniti. Nella giornata di domenica, il presidente ucraino ha avuto un colloquio con gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner per discutere dei prossimi passi diplomatici verso una possibile soluzione del conflitto. "La pace arriva solo attraverso la forza e una cooperazione basata sulla fiducia. Stiamo facendo tutto il possibile da parte nostra perché ciò accada e per garantire che la posizione dell'America sia forte e contribuisca ad avvicinare la pace", scrive Zelensky su X, sottolineando che si tratta di una pace che "tutti, tranne la Russia, attendono da oltre quattro anni e mezzo". 

Durante il colloquio sono stati esaminati i risultati del recente incontro tra le delegazioni americana e ucraina in Florida: i due team mantengono contatti "praticamente ininterrotti" e stanno preparando nuove iniziative diplomatiche. "Informiamo costantemente i nostri partner sulla reale situazione degli attacchi russi, che non si fermano nemmeno per un minuto, e sulle questioni relative alla difesa aerea", spiega Zelensky, ribadendo che "molto dipende proprio dalla posizione dell'America. L'Ucraina resta pronta a lavorare in modo costruttivo, onesto e orientato a un risultato concreto". 

Zelensky ha da tempo proposto un accordo per interrompere gli attacchi alle raffinerie russe, tema particolarmente sensibile per Trump, in cambio di ulteriori missili per i sistemi di difesa aerea Patriot. "La mia ultima proposta era questa: noi non colpiamo il diesel russo, voi ci date missili per i sistemi Patriot per proteggere le nostre infrastrutture. Ma loro vogliono soltanto che smettiamo di attaccare il diesel. E se lo colpiamo, ci sconnetteranno da qualcosa", ha spiegato, accusando inoltre gli Stati Uniti di rallentare deliberatamente le connessioni satellitari Starlink e di ritardare le consegne dei missili intercettori Patriot già pagati da Kiev. "Una parte delle forniture è stata autorizzata dalla parte americana, mentre il resto no. E non è una questione tecnica", denuncia Zelensky, precisando che Washington sta fornendo soltanto 12 intercettori Patriot al mese, circa un quarto rispetto all'amministrazione Biden.

 

I motivi per un calo di fiducia verso gli Usa non mancano. Kiev deve fare i conti anche con le restrizioni imposte al sistema satellitare Starshield, la versione militare di Starlink utilizzata dall'Ucraina per contrastare gli attacchi dei droni russi. Lo stop è stato disposto materialmente da SpaceX, la società di Elon Musk, in seguito a un "messaggio del governo americano". Alla Nbc, Zelensky dichiara che la decisione porta la firma di Trump e di Musk: il leader di Kiev ritiene che siano coinvolti "entrambi". De Trump decidesse domani di revocare le restrizioni, il sistema "tornerebbe immediatamente a funzionare come prima".  

 

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