(Adnkronos) - “Si vedeva che era impaurita”. Viene descritta così Anastasia Trofimova dai testimoni, che hanno incontrato la donna prima che venisse trovata senza vita insieme alla figlia Andromeda il 7 giugno dello scorso anno a Villa
Pamphili, sentiti oggi in aula nel processo che vede imputato Francis Kaufmann, accusato del duplice omicidio.
I testimoni hanno riferito di alcuni episodi relativi alla famiglia nelle settimane precedenti al duplice omicidio: un addetto alla sicurezza di un ristorante in piazza Farnese ha raccontato che il 21 maggio era intervenuto dopo che una turista gli aveva segnalato la presenza di un uomo insanguinato accompagnato da una donna e da una bambina. “Non sapevo cosa fosse successo, ho visto che l’uomo era sanguinante, aveva una ferita sopra la testa, ed era in stato di ebbrezza. La ragazza non era felice - ha detto - aveva la faccia triste di chi ha paura della persona che le sta a fianco, l’ho capito dallo sguardo. Come una persona che ti vuole dire qualcosa ma che non lo può dire”.
Altri testimoni che lavoravano nel mercato di San Silverio hanno riferito che i tre, tra aprile e maggio dello scorso anno, erano stati visti spesso a mangiare lì e lavarsi nei bagni pubblici. “Non li abbiamo mai sentiti parlare tra di loro - racconta una teste - Venivano, mangiavano e poi andavano via”.
La prossima udienza del processo davanti alla Prima Corte d’Assise è fissata per il prossimo 6 ottobre quando era in programma la testimonianza dei genitori di Anastasia, ma come spiegato in aula dal pm Antonio Verdi dalle autorità russe “non abbiamo avuto alcuna risposta” in merito alla possibilità di sentirli in videoconferenza.
“Se non arrivano i familiari saremo costretti ad acquisire le sit, i verbali delle sommarie informazioni che hanno dato alla polizia - ha spiegato l’avvocato Mario Angelelli, che rappresenta i genitori di Trofimova - Loro ci tenevano a comparire, perché per loro è un dovere morale. Dispiace tantissimo di questa vicenda, si tratta di una famiglia che non è nelle condizioni economiche di affrontare un altro viaggio in Italia, perché i costi dei biglietti dalla Russia per l’Italia e poi per il soggiorno sarebbero per loro proibitivi. Si trovano quindi di fronte a questo dilemma. Noi speriamo in un miracolo, che le autorità giudiziarie di entrambi i Paesi possano collaborare per permettere la rogatoria, e quindi permettere a loro di essere sentiti in videoconferenza. Ma c’è anche un problema logistico, perché i nostri assistiti si trovano in Siberia”.














