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Ultim'ora | 11 giugno 2026, 16:49

Pamela Genini, carabinieri: "Basta una persona per spostare il feretro"

Pamela Genini, carabinieri: "Basta una persona per spostare il feretro"

(Adnkronos) - Il feretro di Pamela Genini può essere stato profanato da un'unica persona, senza l'aiuto di complici. E' quanto ha confermato una simulazione tecnica svolta questa mattina dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bergamo e della sezione operativa della compagnia di Zogno, nel cimitero di Strozza, il paese natale della 29enne uccisa lo scorso ottobre a Milano dall'ex compagno Gianluca Soncin. 

Le prove tecniche, nell'ambito delle indagini coordinate dalla procura di Bergamo per vilipendio di cadavere, sono state svolte questa mattina alla presenza del sindaco di Strozza, del personale comunale addetto alla manutenzione del cimitero e del titolare dell’agenzia di onoranze funebri incaricata della tumulazione. L'obiettivo era "verificare le concrete modalità esecutive della profanazione" e

in particolare - riferiscono i carabinieri del comando provinciale in una nota - la "possibilità di estrazione e successivo reinserimento del feretro all’interno del loculo". Per la simulazione sono state riprodotte "fedelmente le condizioni originarie" in cui il la bara si trovava, dopo essere stata tumulata lo scorso 24 ottobre nel piccolo cimitero del comune della Bergamasca. 

I carabinieri si sono serviti di una cassa "analoga per caratteristiche e peso a quella della vittima, appositamente zavorrata fino a raggiungere un carico complessivo corrispondente al peso in vita della donna". Diverse le prove pratiche eseguite dagli investigatori: inizialmente il feretro è stato estratto con gli strumenti usati nei cimiteri, poi si è provato a muoverlo "senza alcun ausilio meccanico, facendo ricorso esclusivamente allo sforzo fisico". In due - un dipendente comunale addetto alla manutenzione del cimitero e un carabiniere - ci sono riusciti: da soli hanno estratto il feretro, lo hanno posizionato e poi reinserito all'interno del loculo. La simulazione tecnica ha dimostrato così - viene evidenziato dai carabinieri - la "concreta possibilità che le operazioni di movimentazione del feretro possano essere eseguite anche da un solo soggetto, mediante il solo impiego della forza fisica". 

Per il vilipendio del cadavere è indagato l'amico della vittima, Francesco Dolci. Gli esiti della simulazione - viene comunicato - "saranno ora valutati congiuntamente agli ulteriori elementi investigativi già acquisiti e in corso di sviluppo, al fine di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti e individuare i responsabili". 

 

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