/ Economia

Economia | 20 aprile 2023, 07:00

Basket: le differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti

Il basket è uno degli sport più conosciuti al mondo, ma se negli Stati Uniti è un vero e proprio fenomeno popolare, da noi è diffuso solo tra gli appassionati.

Basket: le differenze tra l’Italia e gli Stati Uniti

Il basket è uno degli sport più conosciuti al mondo, ma se negli Stati Uniti è un vero e proprio fenomeno popolare, da noi è diffuso solo tra gli appassionati. L’importanza culturale non è l’unica differenza tra il basket all’italiana e quello a stelle e strisce, a cambiare sono perfino alcune regole di gioco.

L’importanza culturale

In Italia lo sport nazionale è il calcio, mentre negli Stati Uniti è proprio il basket: oltreoceano non solo l’NBA è la lega professionistica più seguita, ma la pallacanestro è anche uno degli sport più praticati. Da noi, invece, il basket non è riuscito a spodestare il pallone, che è protagonista non solo allo stadio ed in TV, ma anche nei campetti di periferia e perfino nelle scommesse, dove le quote calcio sono molto più giocate rispetto al basket.

Chi gestisce il basket nei due Paesi

Prima di approfondire le diversità il basket in Italia e negli USA è utile chiarire come questo sport viene gestito nei due Paesi. In nord America, patria indiscussa della pallacanestro, la lega più importante e conosciuta è l’NBA, acronimo di National Basketball Association. Questa lega è composta da 30 squadre, di cui 29 negli Stati Uniti e una in Canada, e organizza il campionato di basket più importante al mondo.

L’attuale NBA venne fondata a New York nel 1946 come Basketball Association of America (BAA), ma cambiò la propria denominazione in quella attuale nel 1949 a seguito della fusione con la principale lega rivale, la National Basketball League. Nel 1976 un’altra fusione, questa volta con la American Basketball Association (ABA) portò quattro nuove franchigie nella lega. Il campionato prevede una stagione regolare, che va da ottobre ad aprile, e il successivo playoff e le finali, che si disputano fino a giugno.

In Italia il campionato di basket di Serie A, noto semplicemente come Serie A, è organizzato dalla Lega Basket A (in acronimo LBA). Si tratta di un’associazione composta da tutte le squadre che partecipano al campionato di Serie A ed è una delle sole quattro leghe professionistiche dello sport italiano, oltre alle tre principali leghe di calcio.

La Lega Basket, su delega della FIP, la Federazione Italiana Pallacanestro, cioè l’ente che governa e gestisce ufficialmente questo sport in Italia, organizza anche altri importanti manifestazioni come la Coppa Italia, la Supercoppa e l’All Star Game. La Lega è stata fondata nel 1970 ed ha sede a Bologna.

Il ruolo della FIBA

Oltre alle leghe che gestiscono il campionato nei vari Paesi, l’organizzazione del basket a livello internazionale è affidata alla Federazione Internazionale Pallacanestro (Fédération Internationale de Basketball). Fondata a Ginevra nel 1932, si tratta dell’organo di governo della pallacanestro mondiale e oggi raggruppa 215 federazioni nazionali e rappresenta oltre 450 milioni di giocatori in tutto il mondo.

La FIBA ha la responsabilità di organizzare tutte le manifestazioni sportive internazionali di pallacanestro, come i mondiali, maschili e femminili, ma anche il torneo olimpico e i tornei continentali. Ma, soprattutto, la Federazione stabilisce le regole ufficiali del basket in tutto il mondo, dalle norme di gioco fino alle specifiche delle attrezzature, passando per la regolamentazione degli arbitri.

Regole diverse

Tornando al confronto tra il basket italiano e quello americano, c’è da dire che le regole non sono esattamente le stesse. L’Italia, infatti, segue i regolamenti della FIBA, mentre la NBA utilizza un proprio regolamento che differisce in diversi aspetti. Ecco quali.

 

  • Durata delle partite: sempre divise in quattro quarti, ognuno di essi nell’NBA dura 12 minuti, mentre in Italia ha una durata di 10 minuti.
  • Time-out: in America i giocatori, oltre al normale time-out di un minuto, possono chiamare un time-out breve di 20 secondi, mentre in Italia esiste solo quello della durata di un minuto; inoltre, quest’ultimo può essere chiamato solo ed esclusivamente dall’allenatore, non dai giocatori.
  • Palla contesa: quando la palla viene contesa tra due giocatori nell’NBA vale la regola della palla a due, mentre in Italia c’è la regola del “possesso alternato”.
  • Falli: in nord America un giocatore può commettere fino ad un massimo di sei falli, mentre in Italia solo cinque.
  • Regola dei tre secondi in difesa: nella NBA è presente la regola dei tre secondi non solo in attacco ma anche in difesa; quindi, un giocatore che sta difendendo non può stare nell’area per più di 3 secondi, altrimenti viene fischiato un fallo tecnico. In Italia, invece, un difensore può stare nell’area per tutto il tempo che vuole. Questa regola rende il gioco più spettacolare, perché la difesa risulta inevitabilmente un po’ meno efficace.
  • Le dimensioni del campo: in America misura 30 metri di lunghezza e 17 metri di larghezzza, con la linea dei 3 punti collocata a 7,25 metri dal canestro, mentre in Italia il campo ha una lunghezza di 28 metri ed una larghezza di 15 metri; la linea dei 3 punti è collocata a 6,75 metri rispetto al canestro.

Il giro d’affari è molto diverso

Oltre alle regole e al diverso sistema di gestione, a differire è proprio il mondo che gira attorno al basket. La pallacanestro americana è uno sport stellare, seguito in tutto il mondo e con un giro d’affari miliardario che non può essere minimamente paragonato a quello italiano. Ne sono una conferma gli stipendi medi dei giocatori della lega, che sono i più alti di tutto lo sport mondiale con quasi 8 milioni di dollari.

Basta dare un’occhiata ai guadagni dei top player per capire l’abissale differenza con il basket italiano: nell’NBA, Lebron James con oltre 44 milioni di dollari nella stagione in corso è solo il terzo giocatore più pagato. Davanti a lui ci sono Russel Westbrook con oltre 47 milioni di dollari e Steph Curry con oltre 48 milioni di dollari.

In Italia il giocatore più pagato negli ultimi anni è stato l’ex giocatore NBA Marco Belinelli, che alla Virtus Bologna ha firmato un contratto triennale da 5 milioni di dollari. Quindi molto meno di quello che prende in media un cestista professionista in America.

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore