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Fiera in Campo | 23 febbraio 2023, 13:16

Fiera in Campo, viaggio tra passato e futuro allo stand dei Contoterzisti

Il presidente Uncai di Vercelli: «Il riso europeo è prima di tutto italiano e piemontese, eppure non è più tutelato dalle importazioni selvagge a dazio zero da Cambogia e Myanmar».

Fiera in Campo, viaggio tra passato e futuro allo stand dei Contoterzisti

Verso la Fiera in Campo con l'auspicio, da parte dei contoterzisti Uncai di Vercelli che il ritorno della manifestazione rappresenti una «ventata di ottimismo e di proposte per levarci dalle secche dove, in pochi mesi, si è ritrovata la risicoltura italiana». A farsi portavoce delle istanze del settore è il presidente Beppe Delsignore: «Sono secche reali a causa della siccità e bacini che presentano già ora livelli estremamente bassi; ma si tratta anche di secche o seccature internazionali con la perdita dello scudo protettivo rappresentato dalle tariffe doganali. Il riso europeo è prima di tutto italiano e piemontese, eppure non è più tutelato dalle importazioni selvagge a dazio zero da Cambogia e Myanmar».

I Contoterzisti Uncai Vercellesi saranno presenti con un stand da stropicciarsi gli occhi, con una diserbatrice, uno spandiconcime, una seminatrice, una livellatrice e un trattore d’epoca, a fianco macchine d’avanguardia e futuristiche che svolgono gli stessi compiti di diserbo, concimazione, semina ecc.

«In 128 metri proponiamo un viaggio tra passato e futuro, per suggerire che la risposta alla crisi attuale della risicoltura è nella gestione della rete idrica, nelle buone pratiche che spesso ci arrivano dal passato e nell’innovazione tecnologica», prosegue Delsignore, orgoglioso di portare in Fiera alcuni attrezzi agricoli rarissimi ed estremamente preziosi, memorabilia di alcune aziende locali, quali una seminatrice e spandiconcime McCormick degli anni 50 composta da una cassetta in legno.

«Il riso italiano è in uno stato di emergenza, occorre agire con opere idrauliche e investimenti mirati che coinvolgano anche i contoterzisti, attraverso la creazione di un Albo regionale di categoria, come Uncai da sempre propone. Il nostro suggerimento è già stato raccolto da Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Chiudere il cerchio e realizzarlo anche in Piemonte significherebbe dare ai giovani un modello di agricoltura innovativa, fatta di tecnologia e competenze avanzate, ciò che occorre anche alla nostra risicoltura».

redaz

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