Riceviamo e pubblichiamo:
In data 14 settembre il Tar Piemonte ha annullato il Decreto del Commissario Straordinario dell’EgAto2 del 28 febbraio 2025 ritenendo che la motivazione della scelta del modello di gestione del servizio idrico integrato (successivamente adottata dalla Conferenza d’Ambito nel settembre 2025) avrebbe dovuto essere anticipata già al momento di adozione di quel decreto.
Si tratta quindi di una decisione che riguarda unicamente un aspetto procedurale e che non incide sul merito della scelta gestionale in house; tale aspetto, quindi, ben potrà essere superato dalla stessa Conferenza mediante una deliberazione a maggioranza qualificata. Bcv e i 4 soci hanno sempre operato rispettando le tempistiche del cronoprogramma commissariale e dal 01/05/26 i 4 soci hanno ceduto i rispettivi rami di azienda del Servizio Clienti con 43 dipendenti, con l’obiettivo di far confluire in Bcv per fine anno tutto il servizio idrico integrato ed oltre 250 dipendenti.
La struttura della Bcv dalla firma della Convenzione agisce nel territorio d'utenza come un gestore unico sia in termini di canali di comunicazione del Pronto intervento e del Servizio Clienti che come bollettazione all'utenza. La tenuta finanziaria della Bcv è garantita da un capitale interamente versato di euro 16.060.000,00 e da incassi annuali di circa euro 60.000.000,00. Inoltre, Bcv si è rapportata anche come soggetto gestore unico nei confronti degli adempimenti Arera e di EgAro2, operando nell’interesse del territorio gestito per la pianificazione tariffaria e per la realizzazione degli investimenti ed il conseguimento di importanti finanziamenti pubblici. Tale impegno ha consentito di operare in soluzione di continuità con le gestioni precedenti e senza arrecare disagi al territorio ed alle utenze realizzando sinergie e recuperi di efficienza.
La Bcv è una Società totalmente di proprietà pubblica, non richiede ai Comuni nessun finanziamento, non distribuisce utili e investe quanto riceve dalla tariffa. Questo sistema garantisce una tutela completa del cittadino anche per il futuro. Si ritiene che tutto quanto costruito non possa esser vanificato e non sia reversibile, poiché quanto oggi realizzato rispecchia l'interesse pubblico della convergenza al Gestore Unico. Le Società interessate stanno comunque svolgendo le opportune valutazioni legali in ordine all’eventuale impugnazione della sentenza innanzi al Consiglio di Stato".




