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Libri | 09 novembre 2022, 16:00

«Vicolo Chuso», noir psicologico di Doriana Perracca

In libreria, Arkadia Editore

«Vicolo Chuso», noir psicologico di Doriana Perracca

Da pochi giorno un interessante noir psicologico firmato da Doriana Perracca, Arkadia Editore: “Vicolo Chiuso».

 

Amsterdam. Lo scienziato di fama internazionale Victor Van Dis viene ucciso a coltellate nel bagno di un hotel. Lascia la moglie Linda e il figlio Martin. Nonostante le indagini serrate da parte del comandante della polizia Sandra Van der Meer, l’omicidio resta senza un colpevole. Trascorso qualche tempo, Linda si trova in Italia per una vacanza. Desidera buttarsi alle spalle il passato e conosce l’affascinante Marc, anche lui uomo di scienza e dotato, al contrario del suo defunto marito, di un carattere solare e brillante. È l’inizio di una nuova relazione, contrastata però da Martin. Ed è proprio a questo punto che nella vita di Linda iniziano a manifestarsi strani episodi: chi sono le persone che lei è convinta la stiano spiando tenendola costantemente sotto controllo? Sarà il comandante Van der Meer a cercare di fornire una soluzione a questa vicenda dai contorni così poco chiari, convinta che tutto ruoti intorno alla morte di Victor. Ma sarà un secondo omicidio a far franare definitivamente la situazione, innescando una serie di colpi di scena di cui sono protagonisti una serie di personaggi ambigui e pericolosi. 

 

Un estratto del libro.

La bambina esce dalla casa dell’amica di giochi con un diavolo per capello. Sì, è proprio arrabbiata. Ha il nodo alla gola, e il suo sbattere la porta provoca un colpo forte. Praticamente uno sparo.
Possibile che la sua amica non voglia mai stare ad ascoltarla? Lei parlava, raccontava, e l’altra niente, si perdeva in giochi stupidi, in approssimativi passi di danza davanti a uno specchio. Neanche troppo bello. Gli specchi di casa sua invece erano più grandi e avevano cornici spesse e dorate.
Tutto era più bello in casa sua.
Possibile?
La bambina stava raccontando la storia della principessa Rubina che lotta con la spada fiammeggiante contro il drago Filtz che vuole divorarla. La tensione era al culmine, la voce quasi le si rompeva dall’emozione quando la principessa stava per dare la stoccata definitiva, tagliare il collo del drago… ma l’amichetta niente, a ridere come una scema, e a rimettersi in posa di danza cercando di fare una piroetta sulle punte dei piedi.
«Ma ascolta!»
«Non rompere…»
La bambina no, non ha sopportato quella risposta. Offesa, irritata, mentre tutta la magia della sua storia si dissolveva, diventò aggressiva. «Cretina!», le diceva. «Non imparerai mai a ballare.»
E così dicendo la spintonò e la fece cadere. L’amichetta era lunga distesa sul pavimento.
Poi la bambina corre via. Il cuore le batte forte. Si calma appena fuori dalla porta, deve camminare per un pezzo di strada, attraversare un piccolo parco per arrivare a casa.

È la prima volta che copre quel percorso da sola. Non ha aspettato sua madre, che è in centro per le spese, l’ha anticipata di ben due ore. L’avrebbero sgridata, lo sapeva, non è prudente che una bambina della sua età attraversi da sola la strada, in un punto molto trafficato, e poi si inoltri in quel parco.
Ma lei ha la sua rabbia per bussola.
A passo veloce è presto davanti a casa. Una villa tutta bianca a due piani, circondata da un giardino di abeti e siepi di rose e cespugli di ortensie, mica un palazzone grigio come quello dove abita la sua amica. Si pente subito del disprezzo con cui pensa a questa cosa.
La porta principale non è chiusa a chiave, strano. Le basta girare la maniglia. Entra. La sala d’ingresso le sembra più grande del solito. Sale lentamente, a passo leggero, le scale che portano al piano superiore.
Sente subito lo scrosciare della doccia.
Possibile? Nessuno doveva essere in casa, a quell’ora. Suo padre era al lavoro, sua madre glielo aveva detto che sarebbe stata via sino a sera.
Eppure, il rumore è quello prodotto dall’acqua che scende dalla maxi doccia. Qualcuno si è dimenticato di chiuderla?
Con l’incoscienza dei bambini, si avvicina ancora. E da più vicino sente altri rumori: le sembrano guaiti, colpi di tosse ripetuti, soffi, urla di qualcuno che sta male.

Allora si ferma. Un brivido di terrore. C’è qualcuno in casa. Il drago Filtz, forse è lui che si è introdotto nel bagno, ma lei non ha la spada della principessa per andare a sfidarlo.
Si accosta alla parete del corridoio. Avanza ancora.
Le urla imploranti ora sono risate, risate forti, sguaiate, da ubriaco. Le voci diverse.
Due voci.
Non è possibile.
Due draghi?

Doriana Perracca è nata ad Aosta.

Vive a Settimo Vittone in una casa con un grande giardino che si affaccia sulla Dora ma si rifugia, per scrivere, in un appartamento nel cuore antico di Porto Maurizio, in Liguria.

Ha partecipato a diversi concorsi letterari con poesie e racconti, tra cui Profumo di cannella, che è stato pubblicato sul quotidiano «La Stampa».

Appassionata lettrice da sempre, ultimamente ha rivolto la sua attenzione ai noir psicologici. E ha deciso di scriverne uno, Vicolo Chiuso.

 

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