Chiederanno una perizia psichiatrica i legali di Alessandro Rizzi, 23 anni, in carcere dallo scorso 6 luglio per aver accoltellato e ucciso l’amico Daniel Napolitano.
Rizzi, che da qualche giorno è rappresentato dagli avvocati Roberto e Alessandro Scheda, ha confessato da subito l'omicidio dell'amico, avvenuto al termine di una lite nata per futili motivi, forse una sigaretta negata, dopo una serata trascorsa insieme. Sul pianerottolo dell'appartamento del rione Concordia in cui il giovane viveva con la nonna ottantenne, dopo essere venuti alle mani, Rizzi ha più volte colpito l'amico con un coltello, perforandogli un polmone. Poi ha chiesto aiuto, chiamando il 118 (ma cercando anche di nascondere le tracce delle sue azioni), ma per Napolitano, ormai, non c'era più nulla da fare.
Attualmente il giovane - che era noto alle forze dell'ordine per alcuni reati minori e che ha alle spalle un passato complesso, fatto anche di dipendenze - è detenuto nel carcere di Biella. I suoi legali hanno annunciato l'intenzione di nominare un perito per cercare di capire cosa abbia fatto degenerare la discussione in una tragedia; poi si opterà, probabilmente, per il rito abbreviato, che consente di usufruire di uno sconto della pena.




