Resta in carcere Alessandro Rizzi, lo studente di 23 anni reo confesso dell'omicidio dell'amico Daniel Napolitano. Il giovane viene descritto come molto provato e comunque pronto a continuare sulla linea adottata fin dalle prime ore, cioè di riconoscere le proprie responsabilità.
Assisitito da suo avvocato Monica Grattarola, nella giornata di ieri Rizzi ha ripetuto al giudice per le indagini preliminari Giulia Pravon Rizzi quanto aveva già detto al pubblico ministero Francesco Alvino: ha ribadito che di aver litigato con l'amico per una sigaretta e ha poi raccontato come la lite sia degenerata e come, alla fine, abbia colpito Daniel Napolitano con un coltello. Uno dei fendenti ha colpito Napolitano a un polmone, causandone la morte. L'autopsia sulla salma del giovane magazziniere, in programma domani, contribuirà a chiarire defintivamente le circostanze entro le quali è maturato il delitto di mercoledì sera al rione Concordia.




