«Non è accettabile che i pendolari debbano scoprire soltanto una volta arrivati in stazione che il treno che utilizzano abitualmente è stato soppresso o ha subito modifiche alla circolazione. Chi ogni giorno si sposta per raggiungere il posto di lavoro o l'università ha diritto a un servizio affidabile, ma soprattutto a informazioni chiare e tempestive, che consentano di organizzare i propri spostamenti senza ritrovarsi ad affrontare disagi evitabili». Così la Consigliera regionale del Pd Simona Paonessa, intervenendo sulle criticità che hanno interessato la tratta ferroviaria Torino-Milano nelle giornate del 19, 20 e 21 ottobre, quando il collegamento in partenza da Milano Centrale alle ore 7.15, con arrivo previsto a Torino Porta Nuova alle 9.10 e passaggio a Vercelli 8:09 e a Santhià alle 8:21, non ha effettuato il consueto percorso a causa di lavori di manutenzione programmata presso la stazione di Santhià.
Stesso problema che si è presentato anche giovedì 22 ottobre, con la soppressione del treno 2014 in direzione Torino e del treno 2013 in direzione Milano. «Una situazione da incubo. A destare maggiore preoccupazione – prosegue Paonessa – non è soltanto la modifica del servizio, legata a lavori programmati e quindi prevedibili, ma soprattutto la modalità con cui questa è stata comunicata ai viaggiatori. Numerosi pendolari hanno appreso la notizia solo al momento dell'arrivo in stazione, trovandosi costretti a utilizzare il treno successivo, con inevitabili ripercussioni sugli orari di arrivo al lavoro e a lezione e con il conseguente sovraffollamento dei convogli. Gli ulteriori disservizi e cancellazioni della giornata di oggi, non previsti nei lavori “programmati” è un’amara ciliegina sulla torta per chi viaggia tutti i giorni ed è esasperato da una situazione indecorosa e insostenibile. Gli stessi problemi che ho trovato io stessa, viaggiando nel fine settimana verso Milano, nella tratta Chivasso-Santhià, con cancellazioni e ritardi. Letteralmente un disastro».
La questione, secondo Paonessa, si inserisce in un quadro più ampio di segnalazioni e lamentele provenienti dai pendolari della Torino-Milano e dalle altre linee che interessano il territorio, che da tempo denunciano ritardi, disservizi e informazioni non sempre coerenti tra i diversi canali di comunicazione. «Quando un intervento sulla rete è programmato, come nei casi dei giorni scorsi, l'informazione deve arrivare prima che il viaggiatore esca di casa, non quando è ormai in stazione e non ha più margini per organizzarsi. L'informazione non è un servizio accessorio: è parte integrante della qualità del trasporto pubblico. Infatti, affidarsi esclusivamente alla pubblicazione di avvisi nelle sezioni dedicate del sito internet o alle affissioni nelle stazioni rischia di non raggiungere una parte significativa dell'utenza».
Per questo, Paonessa annuncia di voler portare la questione all'attenzione della Giunta regionale con un’interrogazione: «Il trasporto ferroviario è un servizio pubblico essenziale e deve essere garantito secondo criteri di puntualità, affidabilità e trasparenza. Il diritto dei passeggeri a ricevere informazioni accurate e tempestive è riconosciuto anche dalla normativa europea. Non possiamo chiedere ai cittadini di scegliere il treno per una mobilità più sostenibile e poi lasciarli nell'incertezza proprio quando il servizio subisce delle variazioni». «La Regione Piemonte e l'Agenzia della Mobilità Piemontese dispongono di strumenti contrattuali e di monitoraggio che devono essere utilizzati per garantire la qualità del servizio sanzionando Trenitalia per i servizi non dignitosi all’utenza. Chi sbaglia deve assumersi le sue responsabilità: sia nel non comunicare informazioni, come non assicurare un servizio dignitoso a chi paga, peraltro a caro prezzo, un abbonamento o un biglietto. Chiediamo di verificare se, in questo caso, gli obblighi informativi siano stati rispettati e se sussistano i presupposti per l'applicazione delle eventuali penalità contrattuali. I pendolari non chiedono l'impossibile – conclude Paonessa - chiedono di poter contare su un servizio pubblico organizzato e di essere messi nelle condizioni di affrontare le criticità senza subirne inutilmente le conseguenze».




