C'è chi lamenta di dover far la doccia a mezzanotte per sperare di avere almeno un filo d'acqua. Chi, ormai da settimane, ha il rubinetto quasi sempre a secco. L'onda lunga della siccità estiva colpisce duro a Quarona dove circa 150 persone devono fare i conti con un disservizio divenuto ormai cronico. Così, in attesa che le precipitazioni rimpinguino una falda acquifera in forte sofferenza, per tamponare la crisi Comune e Cordar scelgono una soluzione estrema: collegare l'acquedotto al torrente Cavaglia, immettendo nei pozzi acqua sufficiente a ridare pressione alla rete. Un'operazione non indolore, però. «L'acqua immessa non sarà potabile», precisa il sindaco Francesco Pietrasanta che, dopo settimane di tentativi si è visto costretto a ricorrere a questa via. «La manovra, comprensiva della necessaria clorazione avverrà presumibilmente tra venerdì e sabato - aggiunge -. La cittadinanza sarà avvertita con un'ordinanza. E' un gesto di solidarietà che la comunità si assume per aiutare chi sta affrontando questa tragica situazione».
La decisione è stata comunicata mercoledì sera nel corso di un incontro pubblico in cui, oltre a Pietrasanta e dall'assessore ai Lavori pubblici Mariarosaria Gallotta, hanno partecipato i vertici di Cordar Valsesia (il presidente Lorenzo Mirabile e il vice Alessandra Sappa) gestore della rete. Le zone maggiormente colpite dal disservizio sono San Rocco, la parte alta del paese verso Roccapietra e alcune zone residenziali dove la pressione è insufficiente a garantire gli approvvigionamenti.
«Durante l'incontro sono state esposte le problematiche, gli interventi già attuati e la strategia per i prossimi giorni - spiega Pietrasanta -. La pr olungata assenza di precipitazioni significative ha messo in forte sofferenza il pozzo principale, riducendo drasticamente la disponibilità di acqua.Il pozzo principale ha dimezzato la sua portata, scesa di circa 100mila litri al giorno».






