Attualità - 11 settembre 2026, 13:02

Meloni a Vercelli: «Con Risò celebriamo un'eccellenza assoluta dell'agroalimentare»

La premier taglia il nastro della seconda edizione del Festival internazionale del Riso

L'arrivo, poco dopo le 11,30 accedendo alla piazza attraverso la basilica di Sant'Andrea. Poi gli interventi di saluto del sindaco Roberto Scheda, che ricorda il ruolo delle donne: «oggi la terra dove le mondine hanno guadagnato le otto ore lavorative accoglie la prima donna premier»,  e quelli via via più politici del presidente della Provincia, Davide Gilardino che ricorda i tre anniversari rappresentati sul sagrato della basilica, del presidente della Regione, Alberto Cirio che ricorda la battaglia per la difesa del riso italiano: « Arrivano in Europa tonnellate di riso dal Sud Est asiatico a dazio zero e chiediamo di sospendere questo tipo di accordo. Il riso del Sud Est asiatico è prodotto con fitofarmaci e questa è una follia». Infine quello del ministro Francesco Lollobrigida. 

Quando sale sul palco, accolta dagli applausi, Meloni parte subito con l'omaggio a Vercelli «Meravigliosa città e sono davvero contenta di essere qui per rendere omaggio a molte cose insieme. Innanzitutto, per celebrare il riso: un’eccellenza assoluta del settore agroalimentare, uno dei prodotti italiani più apprezzati nel mondo. Il riso è identità, è lavoro, è natura, è cultura, è storia. Qui la coltivazione del riso ha plasmato il territorio, ha creato paesaggi straordinari e ha portato l’acqua dove prima non c’era».

In una visione dell'agricoltura come di una scuola per la politica del fare, il canale Cavour diventa il simbolo delle infrastrutture che modernizzano il Paese, il sistema irriguo  gestione delle risorse naturali: «Dobbiamo imparare da ciò che le generazioni che ci hanno preceduto hanno saputo fare meglio di noi», dice. Ricorda che l'immagine «romantica» delle mondine non corrisponde alla realtà «molto più dura, fatta di fatica, sacrificio e condizioni di lavoro difficilissime» Cita le battaglie delle donne, rivolgendo un saluto alla leader radicale Emma Bonino, morta poche ore prima (in precedenza anche Lollobrigida aveva ricordato sia Bonino che Raffaele Costa).

Poi il riferimento all'appuntamento vercellese: «che celebra il lavoro straordinario che c’è dietro una filiera che oggi vale 800 milioni di euro - dice - Significa anche fare in modo che l’eccellenza italiana del riso sia conosciuta, valorizzata e difesa, e che ci sia un confronto serio sui problemi che questo settore deve affrontare. Il tema fondamentale, sollevato anche dal presidente Cirio, è quello degli accordi di libero scambio con i Paesi del Sud-Est asiatico. Se in Italia vietiamo determinati fitofarmaci perché li riteniamo pericolosi e poi accettiamo che nei nostri mercati entrino prodotti realizzati utilizzando quelle stesse sostanze, stiamo creando una concorrenza che non è leale. Le possibilità sono due: o abbassi i tuoi standard, oppure li difendi. Noi abbiamo scelto di difenderli. Perché noi non competiamo sulla quantità. Competiamo sulla qualità. E abbiamo il dovere di difendere quella qualità».

E, così come prima di salire sul palco Meloni si era fermata con i bambini di alcune scuole cittadine, prima di visitare il Village la premier ha lasciato un breve per strette di mano, saluti e applausi del pubblico.

redaz

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