“IN NATURA - Osservare, ascoltare, annusare, toccare, assaggiare, percepire, sperimentare nuove prospettive”: è questo il titolo del percorso libero che verrà inaugurato sabato 12 settembre alle ore 16 all’Alpe Campo di Rimasco, ad un’altitudine di circa 1200 metri, nel comune di Alto Sermenza: «E' un percorso di opere tridimensionali e interattive, - spiega Sonia Ariente, l’autrice - dedicato all'esplorazione degli elementi naturali e degli animali selvatici da una prospettiva diversa: la loro. È stato pensato nel corso delle residenze artistiche del progetto di drammaturgia montana "Nidi, nodi. Fluidi" – aggiunge la drammaturga - realizzato con il contributo dei Comuni di Alto Sermenza, Carcoforo, Civiasco, Rimella e Rossa, di Fondazione Crvc, Alpe Campo Rimasco S.r.l., la collaborazione di Unione Montana dei Comuni della Valsesia, di Fondazione Valsesia e ATL Varallo e del Centro Studi G. Turcotti di Borgosesia».
Al centro dell'attenzione è il modo di vedere e di guardare, di vivere e percorrere lo spazio degli animali non umani. Ciò significa pensare ed esplorare il mondo da molteplici altezze - dello sguardo in primo luogo - e con differenti aperture del campo visivo. Ne consegue vivere in modi completamente differenti lo spazio montano, avere percezioni dell'ambiente anche opposte.
Il percorso artistico sarà sempre aperto, meteo permettendo (info ad alpecamporimasco@gmail.com) : «Non c’è un percorso preferenziale ed è mutevole nel tempo – spiega Sonia Arienta - le opere sono inserite in un piccolo bosco a fianco di un'area un tempo usata come arrivo dello skilift. Sono realizzate in metallo perché devono sopravvivere per quanto possibile all'incontro con gli elementi in quota, o in legno (quelle all'interno del rifugio). L'area è quindi testimone da una parte del cambiamento climatico in atto (l'impianto è in disuso da decenni) e dall'altra della volontà di ri-usare un luogo che appartiene ormai solo in parte alla natura selvaggia e al contempo è inserito in un contesto naturale, vicino a un rifugio (Alpe Campo). Il titolo – aggiunge - volutamente suona ambiguo alla lettura ad alta voce, infatti allude all'impossibilità di un ritorno alla natura e, tuttavia, è immerso in essa».
Il visitatore è libero di scegliere da dove iniziare il percorso e che direzione prendere per esplorare le opere, che sollecitano la riflessione attraverso l'interazione nello spazio, in modo anche fisico e pratico: camminare a quattro zampe, accucciarsi e rifugiarsi fra i cespugli e il muschio, strisciare fra l'erba, nascondersi dietro o grattarsi contro un tronco, ricordarsi che gli animali hanno in molti casi un'apertura del campo visivo superiore alla nostra, riflettere su che cosa si vede quando si è alti come un tasso o una volpe.
«Accanto al punto di vista degli animali, una parte importante del parco è dedicata al rapporto con la neve che ormai, purtroppo in quota è sempre più scarsa – evidenzia Sonia Arienta - un evento sempre più raro. Parte del percorso è l'Archivio della Neve, un work in progress che ha come obiettivo avere traccia e ricordo di un fenomeno sulla via di scomparire con le pesantissime conseguenze che comporterà per l'ambiente e per tutti gli esseri viventi che lo abitano».
Il presidente dell’Unione Montana, Francesco Pietrasanta, esprime apprezzamento per questo nuovo step del progetto: «Nidi, nodi. Fluidi è un progetto seguito e voluto dal nostro ex Assessore Attilio Ferla, ha avuto molto successo e continua a proporci un punto di vista particolare e molto profondo per comprendere il nostro prezioso ambiente naturale, guidati dalla non comune sensibilità artistica e profondità analitica di Sonia Arienta».




