Politica - 06 settembre 2026, 19:59

“Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale"

Insieme per Gaza Vercelli dice NO al DDL 1004 e supporta la mobilitazione nazionale del 9 settembre.

“Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale"

Riceviamo e pubblichiamo

Mercoledì prossimo 9 settembre, in piazza Montecitorio a Roma e in molte altre città italiane, si terrà un presidio, in occasione dell’avvio dell’iter del provvedimento in     Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Si tratta di una maratona per la libertà di poter continuare a chiamare le cose con il loro nome e per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola.“Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia. Per questo va fermata la nuova ‘norma-bavaglio’,contenuta nel ddl Antisemitismo in corso di approvazione alla Camera dei Deputati e già approvato in Senato”.

L’appello porta la firma di oltre cento sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione e informazione: tante realtà tra cui figurano Anpi, Amnesty International Italia, CGIL, Pax Christi, Usb e Rete Italiana Pace e Disarmo,oltre numerosi gruppi e associazioni, dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche.“La critica politica ad uno Stato, alle sue istituzioni, alle sue politiche e alla condotta militare, deve rimanere pienamente legittima all’interno di una società democratica – scrive Amnesty International Italia – La nostra mobilitazione vuole riaffermare un principio non negoziabile: la solidarietà non è reato.”

Il testo della legge tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita e questo equivale a tacciare di odio razziale, e conseguentemente perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio(riconosciuto anche dall’Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese. Questa norma amplierebbe forzatamente il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico. È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993,n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di creare, strumentalmente, ulteriori norme come questa.

Comunicato

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