Attualità - 04 agosto 2026, 08:09

Chirurgia e Urologia, oltre 170 interventi con il robot Da Vinci

A meno di un anno dal suo arrivo, la struttura donata da Fondazione Crv ha permesso di ampliare l'offerta terapeutica e garantire ai pazienti l'accesso a tecniche sempre più innovative e mini-invasive

L'equipe del dottor Afamo

L'equipe del dottor Afamo

A meno di un anno dall’avvio dell’utilizzo del sistema robotico Da Vinci all'Ospedale Sant'Andrea di Vercelli, donato all’Asl dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Vercelli, l'attività chirurgica robot-assistita continua a crescere e a consolidarsi in diverse specialità. Tra settembre 2025 e maggio 2026 l'Urologia ha raggiunto il traguardo dei 100 interventi robotici e fra giugno e luglio ne ha effettuati altri 18, mentre la Chirurgia Generale ha eseguito 56 procedure, per un totale di oltre 170 interventi realizzati con la nuova piattaforma. 
Un risultato che conferma non solo il rapido sviluppo del programma robotico vercellese, ma anche la capacità delle équipe chirurgiche di ampliare progressivamente le indicazioni all'utilizzo della tecnologia, applicandola a casi sempre più complessi e ad elevata specializzazione.
L'arrivo della piattaforma robotica ha rappresentato un significativo passo avanti per la chirurgia dell'ospedale vercellese, consentendo di ampliare l'offerta terapeutica e garantire ai pazienti l'accesso a tecniche sempre più innovative e mini-invasive. La chirurgia robot-assistita permette infatti una maggiore precisione nei movimenti chirurgici, una migliore visione del campo operatorio e potenziali benefici in termini di riduzione del dolore post-operatorio, minore perdita ematica, degenze più brevi e recupero più rapido. 
L'Urologia, diretta dal dottor Giovanni Cipollone, ha eseguito 118 interventi robot-assistiti in pochi mesi, principalmente nell'ambito della chirurgia oncologica urologica, con particolare riferimento a prostatectomie radicali, nefrectomie parziali e radicali e altre procedure che beneficiano dell'elevata precisione del sistema robotico. 
Parallelamente la Chirurgia Generale, diretta dal dottor Vincenzo Adamo, ha ampliato in modo significativo il ricorso all'approccio robotico, applicandolo a un ampio spettro di interventi. I 56 interventi eseguiti comprendono procedure per il trattamento dei tumori del colon-retto e dello stomaco, interventi per ernie e patologie dell'apparato digerente, nonché chirurgie addominali particolarmente complesse, come l'asportazione di masse tumorali profonde o di organi interessati da malattia. L'esperienza maturata ha consentito di utilizzare la piattaforma robotica anche nei casi più impegnativi, dove precisione e accuratezza risultano particolarmente importanti.
Particolarmente significativo è l'ampliamento delle indicazioni chirurgiche nell'ambito delle patologie oncologiche e delle procedure ad alta complessità. L'esperienza maturata in questi mesi ha infatti consentito di estendere l'utilizzo della piattaforma robotica a situazioni cliniche sempre più impegnative, sfruttando i vantaggi offerti dalla visione tridimensionale ad alta definizione e dalla precisione dei movimenti robotizzati, particolarmente utili nelle dissezioni complesse e negli spazi anatomici più difficili da raggiungere.
«I numeri sono importanti e sono frutto del lavoro quotidiano di medici, infermieri, anestesisti e personale di sala operatoria, ma ancora più significativo è il fatto che oggi il robot venga utilizzato, sia in Urologia che in Chirurgia generale, per affrontare procedure sempre più complesse – commenta il Direttore generale, Marco Ricci -. L'obiettivo non era soltanto dotarsi di una nuova tecnologia, ma metterla a disposizione dei pazienti per ampliare le possibilità di trattamento e garantire standard sempre più elevati di sicurezza, precisione e qualità delle cure per la popolazione».
 

c.s.

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