Ultim'ora - 07 luglio 2026, 14:00

Siria, transizione e sfide del dopo-Assad: due bombe nel giorno di Macron da al-Shaara

Siria, transizione e sfide del dopo-Assad: due bombe nel giorno di Macron da al-Shaara

(Adnkronos) - Una transizione fragile, dopo più di 13 anni di guerra civile. E' questa la Siria in cui è arrivato in visita il presidente francese Emmanuel Macron, primo leader occidentale a recarsi nel Paese arabo dalla fine dell'era Assad, nel dicembre di due anni fa. In pochi giorni, Hayat Tahrir al-Sham (Hts, che 'deriva' da al-Qaeda, ma che aveva rinnegato l'organizzazione) e fazioni armate alleate diventavano protagoniste di una rapida avanzata, che alla fine di novembre era partita dal nord della Siria.  

 

Protagonista assoluto è tuttora Ahmed al-Sharaa, un tempo Abu Mohammed al-Jawlani, ovvero, il numero uno di Hts, ex jihadista nato in Arabia Saudita che afferma di aver rotto con l'estremismo. Una volta diventato il leader siriano, con un 'restyling' di cui molto si è parlato, aveva scelto proprio Parigi come prima tappa europea. Oggi ha accolto Macron a Damasco, mentre continua a cercare di consolidare il controllo sul territorio siriano, ripristinare la sicurezza in un Paese in cui servirebbero fiumi di dollari per la ricostruzione e rafforzare le relazioni internazionali. 

E stamani Damasco si è svegliata con la notizia di due esplosioni. Un "atto criminale", ha detto alla tv satellitare al-Jazeera un ufficiale della sicurezza siriana. Il bilancio confermato dal ministero degli Interni di Damasco, ma ancora provvisorio, parla di almeno 18 feriti, fra i quali quattro agenti di Polizia. Le esplosioni, hanno presto precisato le autorità siriane, sono avvenute nei pressi degli uffici del ministero del Turismo. Una, hanno sottolineato i media internazionali, non molto lontano dall'albergo in cui Macron ha trascorso la notte passata. Secondo la tv satellitare al-Arabiya, è rimasto ferito ed è in condizioni stabili il sottosegretario al Turismo, Faraj al-Qashqoush. Stando la ricostruzione ufficiale, due ordigni - due Ied (Improvised Explosive Device) - sono esplosi mentre unità specializzate si apprestavano a disinnescarli. I due Ied erano stati piazzati in un cestino della spazzatura e in un'auto parcheggiata. L'Eliseo ha confermato che Macron aveva già lasciato l'hotel per recarsi al palazzo presidenziale per il colloquio con al-Shara. E la visita, iniziata ieri sera con una cena in un ristorante del centro di Damasco, è proseguita. 

 

Nel centro di Damasco, vicino al Palazzo di Giustizia, giovedì scorso - mentre il ministro degli Esteri siriano era in visita a Beirut - dieci persone sono rimaste uccise per l'esplosione di una bomba in un bar. Un attacco mai rivendicato, arrivato dopo l'attentato suicida - 'firmato' dal gruppo Saraya Ansar al-Sunnah, attribuito all'Is dalle autorità siriane - che a giugno ha preso di mira una chiesa, uccidendo 25 persone. 

Gli attacchi non hanno risparmiato la Siria del dopo-Assad. E l'Is, che un tempo controllava ampie aree della Siria e dell'Iraq, ne ha rivendicati diversi. A inizio anno ha annunciato quella che ha definito come una "nuova fase" di operazioni contro la leadership della 'nuova' Siria che alla fine dello scorso anno - dopo un faccia a faccia alla Casa Bianca tra Donald Trump e al-Sharaa - "ha annunciato l'adesione alla Coalizione globale per sconfiggere l'Is". L'attacco di giovedì scorso era arrivato nelle ore in cui al-Sharaa completava la formazione - non senza contestazioni - del primo Parlamento del dopo-Assad, 210 seggi in tutto, con la nomina di 70 deputati. La prima riunione era prevista per lunedì scorso, ma domenica è stato annunciato il rinvio, sine die. 

"Nulla potrà stroncare l'aspirazione dei siriani a vivere in una Siria completamente sovrana, sicura, pluralista e unita. Questa mattina ho incontrato la Siria in tutta la sua diversità. Ho visto dignità, coraggio e determinazione", ha scritto su X Macron, che ieri si esprimeva per "una nuova pagina di stabilità e di pace". 

Nel mezzo della crisi dello Stretto di Hormuz, dopo l'avvio a fine febbraio di operazioni di Usa e Israele contro l'Iran a cui Teheran non ha mancato di 'rispondere', la Siria ha cercato di evidenziare la sua importanza strategica come rotta alternativa per i flussi di petrolio e gas. La Siria - ha detto il Ceo di TotalEnergies, Patrick Pouyanné, a margine della visita di Macron - "è un Paese che si trova a un bivio in Medio Oriente" e può diventare un "importante Paese di transito per il petrolio proveniente dall'Iraq, verso il Mediterraneo", offrire "rotte alternative" allo Stretto di Hormuz. 

Ieri in un'intervista a Bfmtv, al-Sharaa evidenziava il "ruolo molto costruttivo" della Francia, "amica del popolo siriano". Stamani durante un forum economico con Macron ha rimarcato come, "dopo la crisi dello Stretto di Hormuz, il mondo abbia realizzato il valore di corridoi sicuri e stabili" e ha descritto la Siria come un "Paese che ha scelto di aprire le porte a chi vuole contribuire a costruirne il futuro". 

 

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