(Adnkronos) - "Se oltre alla Rai guardo alle altre forzature della maggioranza mi preoccupo, perché stanno forzando le regole sulla legge elettorale, calpestando prassi e regole e ovviamente anche il dettato costituzionale. Lo stanno facendo sull'autonomia perché hanno calpestato la sentenza della Corte Costituzionale e lo stanno facendo con la bicamerale Covid che è diventato un plotone di esecuzione di un altro governo. Siamo preoccupati perché la destra sta dimostrando ancora una volta di essere concentrata sulla necessità di conservare il potere e invece non si occupa di salari, di sanità e dei problemi degli italiani". Così il capogruppo del Pd al Senato Francesco Boccia, arrivando a 'Pantelleria– Mediterraneo D'Autore', la rassegna ideata da Myrta Merlino e Valentina Fontana per Vis Factor.
"Il presidente La Russa ci prova ma le aperture devono essere aperture non parentesi che si aprono e si chiudono. Lui sa molto bene che per noi la priorità non è la posizione del presidente della Rai, un posto o una poltrona. Per il Pd e per l'intera opposizione la priorità era ed è il recepimento del Media freedom act, il regolamento che consente non solo la libertà d'informazione dentro aziende pubbliche ma anche la necessità di dividere il destino di un'azienda pubblica dal governo di turno. Il presidente La Russa vuole davvero completare questa mediazione? Dica alla maggioranza di votare il Media freedom act e di recepirlo e di evitare che il Paese resti in procedura di infrazione", ha dettoancora.
Secondo Boccia sul media Freedom Act "Giorgia Meloni finge di non capire, Elly Schlein glielo ha detto tre anni fa e glielo ribadisce anche in queste ore. Se toccherà a noi lo recepiremo e questo significherà che Meloni sarà l'ultimo premier ad aver lottizzato la Rai. Vogliamo recepirlo insieme? Noi siamo pronti, quella legge pende in commissione al Senato da 2 anni e c'è ostruzionismo della maggioranza da due anni", conclude. (dall'inviato Fabio Paluccio)
"Papa Leone XIV oggi ha detto che bisogna tenersi per mano. E noi, che siamo tra l'altro popoli più anziani e anche un po' più ricchi, non sappiamo per quanti decenni, abbiamo il dovere di porgere quella mano. Di fronte a noi abbiamo l'Africa, che è lo straordinario continente ed è il più grande serbatoio di gioventù che il pianeta ha in questo momento. La politica ha il dovere di guardare lontano. Se guarda al giorno dopo o alla cosa più roboante da dire per strappare lo zero virgola, non fa altro che aumentare il fossato sociale ed è quello che sta avvenendo soprattutto tra le destre nazionaliste, non solo nel mondo, ma anche in Italia", ha sottolineato Boccia.
"Io dico solo una cosa: quando ero ragazzo sul pianeta -ha continuato- eravamo in quattro miliardi, oggi siamo otto. E tendenzialmente arriveremo durante questo secolo a dieci. E pensare di chiudere tutto in fili spinati, in distinzioni etniche, linguistiche e religiose è una cosa che forse può convincere solo coloro che credono che la ricetta per un pianeta di gente che vive per mano sia il nazionalismo più bieco", ha aggiunto.
"Io penso proprio che Pantelleria sia il luogo giusto per parlare di questo disordine mondiale, perché è inutile che continuiamo a parlare di di vecchio ordine. Il vecchio ordine non c'è più. Trump non è la causa, io penso che sia il sintomo di un mondo che non si ritrova più, così come ce l'hanno scritto i nostri avi, i nostri nonni. E dobbiamo prendere atto che siamo in un'altra fase della storia. E proprio qui da Pantelleria dire con chiarezza cose che forse da Bruxelles o da Washington si vedono meno, e cioè che il Mediterraneo non è il confine del mondo, ma il cuore della geopolitica, forse aiuta anche noi europei a capire qual è la nostra missione, qual è il nostro ruolo storico. Ed è quello di cui stiamo parlando qui, in questa bellissima rassegna, e fatto da qui davvero da il senso anche della nostra responsabilità storica. Se poi ci aggiungiamo che oggi, sempre da questo mare, Papa Leone XIV ha detto cose che non lasciano spazio a interpretazioni, il quadro si completa", ha concluso. (dall'inviato Fabio Paluccio).




