Economia - 15 giugno 2026, 09:05

Riso, la sfida dei prezzi e il confronto tra produttori e industria

Due interventi di Airi e Confagricoltura

Riso, la sfida dei prezzi e il confronto tra produttori e industria

«Non siamo noi a far calare il prezzo del riso». Intorno a questo concetto, contenuto in un comunicato stampa di Airi, la filirera di produzione e commercializzazione del cereale torna a discutere alla ricerca di una strada che tuteli la produzione italiana.

Nei giorni scorsi l’Associazione Industrie Risiere Italiane è intervenuta con un comunicato stampa del presidente Mario Francese. Sul fronte dei prezzi, Airi ricorda che «la redditività di una qualsiasi realtà economica si misura su un periodo di 3/5 anni» e che, in questo arco temporale, «la coltivazione del riso ha procurato ai produttori un reddito adeguato agli investimenti necessari per produrlo». Il calo delle ultime settimane viene ricondotto a tre fattori strutturali: raccolti mondiali abbondanti con conseguente eccesso di offerta; accordi internazionali dell’Unione Europea che hanno aperto le porte a flussi di importazione senza dazi, «il 60% del riso è importato in esenzione di dazio»; la forte concorrenza della pasta, con prezzi sullo scaffale competitivi rispetto ai risi da risotto. «In questo quadro - prosegue la nota - individuare nell’industria il soggetto responsabile del calo dei prezzi significa proporre una lettura fuorviante della realtà».

Sul tema non si è fatta attendere la replica doi Confagricoltura che, attraverso il presidente Benedetto Coppo, puntualizza: «E' urgente e indispensabile un confronto responsabile e costruttivo all'interno della filiera risicola. Su questo punto siamo pienamente d'accordo: le difficoltà che il comparto sta attraversando richiedono dialogo, trasparenza e la capacità di individuare soluzioni condivise. Siamo altresì consapevoli che il mercato del riso sia influenzato da dinamiche internazionali complesse, dall'andamento dei raccolti mondiali, dagli accordi commerciali sottoscritti dall'Unione Europea e dalla crescente concorrenza di prodotti provenienti da Paesi terzi. Allo stesso tempo, però, non possiamo ignorare il forte disagio manifestato dai produttori di fronte a quotazioni che, per diverse varietà, hanno subito riduzioni significative in tempi molto rapidi scendendo sotto il costo di produzione».

Precisando che «Confagricoltura Vercelli e Biella non ha mai inteso mettere in discussione il rispetto delle norme da parte dell'industria risiera italiana, né alimentare sospetti generalizzati», Coppo aggiunge: «La sfida che abbiamo davanti non è quella di alimentare contrapposizioni tra agricoltori e industria, ma di costruire condizioni che consentano a tutti gli anelli della filiera di rimanere competitivi. La partita che si sta giocando è particolarmente delicata e strategica: nessun soggetto coinvolto può considerarsi al riparo da possibili ripercussioni economiche e di mercato, così come dalla responsabilità di garantire ai consumatori qualità, sicurezza e trasparenza. Per raggiungere questo obiettivo servono strumenti contrattuali moderni, una maggiore programmazione produttiva e una strategia comune nei confronti delle politiche commerciali europee che oggi penalizzano sia i produttori sia i trasformatori italiani. Confagricoltura Vercelli e Biella continuerà a portare avanti le istanze delle aziende agricole con spirito costruttivo, nella convinzione che solo attraverso un confronto aperto e concreto si possano trovare risposte efficaci alle criticità del settore».

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redaz

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