Dopo aver affrontato i temi del trasporto e delle energie sostenibili con i convegni del 2023 e 2025, il Gruppo Marazzato ha scelto di focalizzare il nuovo incontro di questo ciclo dedicato alle “sfide di sostenibilità” a una risorsa fondamentale come l’acqua.Il titolo stesso del dibattito, che è: “Le terre d’Acqua”, organizzato in partnership con Materia Rinnovabile e Italia Economy e con il supporto di LifeGate che ha reso l’evento a zero emissioni, mostra chiaramente la visione ispiratrice dell’iniziativa, che rimane fortemente legata al territorio ma da questo prende spunto per trattare temi di interesse assolutamente globale. Il vercellese, area a forte vocazione agricola legata soprattutto alla coltura del riso, è infatti una zona in cui lo stretto legame tra terra e acqua diventa l’esempio ideale per toccare tutti i temi che riguardano la gestione delle risorse e la responsabilità ambientale.
Anche per questo, il convegno che mette di fronte istituzioni, imprese, università e stakeholder, ha visto sin dal panel di apertura un intervento attivo di rappresentanti delle istituzioni chiamati a qualcosa di più di un semplice saluto di rito. Dopo il breve videomessaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin (“Non dobbiamo dimenticare che l’idroelettrico rappresenta una delle prime risorse, la più razionale. L’acqua è un impegno che andrà rafforzato anche con uno sforzo comune“) l’intervento inaugurale è toccato ad Alberto Marazzato, A.D. del Gruppo Marazzato, colosso dei servizi ambientali, e Vicepresidente di Confindustria Novara Vercelli Valsesia con delega alla sostenibilità e rappresentanza territorio Vercellese, che ha subito ricordato come l’acqua sia tuttora una risorsa primaria al centro di conflitti e contese, e come anche in un’area del mondo in cui questo elemento non è carente, le problematiche da affrontare per una sua gestione corretta e responsabile siano numerose.
“Servono due cose: la pianificazione, senza la quale sarà difficile gestire le risorse, anche nell’ottica della collaborazione. Industria e agricoltura sono connesse, le difficoltà degli ultimi anni ci hanno insegnato quanto è importante fare rete. Sarebbe poco lungimirante non ragionare in prospettiva. Occorre però anche il coraggio, elemento che nella storia ha ispirato progetti come il Canale Cavour ed è fondamentale metterlo in campo anche oggi, investire nel lungo periodo con sviluppo e tecnologie. Se è vero che una parte importante spetta alle istituzioni, è altrettanto necessario che la strategia di collaborazione coinvolga tutti gli attori”.
Dopo di lui si sono alternati sul palco delle autorità Stefania Ferraro, Emanuele Capra, Roberto Scheda, Alessandro Canelli, rispettivamente sindaci dei comuni di Stroppiana, Casale Monferrato, Vercelli e Novara, seguiti da Davide Nicco, Presidente del Consiglio Regionale della Regione Piemonte, che hanno ribadito l’importanza di un impegno concreto e propositivo anche da parte delle istituzioni, pensiero a cui si è unito anche Alessandro Montella, Vice Presidente della Provincia di Vercelli.
Moderato dal giornalista Giorgio Kaldor, di Materia Rinnovabile, il confronto tecnico si è aperto con il panel sulla gestione della risorsa acqua tra industria e agricoltura e sui nuovi modelli di utilizzo, con il contributo del Magnifico Rettore dell’Università del Piemonte Orientale Menico Rizzi, che ha focalizzato il suo intervento su un aspetto spesso trascurato, ossia il ruolo dell’acqua anche come vettore e termometro di emergenze sanitarie. “L’acqua è legata a emergenze effettive nel periodo estivo, ma non bisogna dimenticare che è anche semi-portatore di virus e malattie come le encefaliti, trasmesse dalle zanzare. Per questo abbiamo avviato un progetto per la diagnosi e l’identificazione dei patogeni. Ma è fondamentale anche la formazione di tecnici e di figure con alta sensibilità e competenza”.
Particolarmente significativo il contributo di Andrea Amalberto, Presidente di Confindustria Piemonte, che ha posto l’accento in particolare su errori e mancanze della gestione degli anni precedenti, sottolineando le criticità e i difetti nell’approccio sia dal punto di vista politico sia gestionale, e la necessità di correggere la visione collettiva.
Negli altri interventi si sono alternati Secondo Barbero, direttore ARPA Piemonte, che ha insistito sull’aspetto della pianificazione e sulla necessità di attivare azioni di verifica ambientale tramite i migliori sistemi di controllo, e di Michele Falcone, Direttore Generale del Gruppo CAP, che ha spiegato il meccanismo dei “water credits” e dei vantaggi del tracciamento delle attività di riutilizzo delle acque depurate. Diego Terruzzi, Direttore dell’associazione d’Irrigazione Ovest Sesia, nonché storico del territorio, che con particolare riferimento proprio al territorio vercellese ha illustrato le dinamiche del “sistema risaia” e della distribuzione delle risorse idriche.
Di strumenti ha invece parlato Lisa Casali, manager di Pool Ambiente, che parlando di misure preventive ha toccato anche il tema dell’esiguità delle risorse economiche disponibili per rimediare ai danni ambientali di fenomeni come siccità e alluvioni, citando a proposito il documento “Ambiente Protetto”, divenuto la nuova Prassi di riferimento con criteri tecnici per la prevenzione dei danni all’ambiente.
Il secondo tavolo di confronto, dal titolo “Dalla ricerca al territorio – Tecnologia e competenze per il futuro dell’acqua”, comprendeva quattro interventi decisamente densi: Il Magnifico Rettore del Politecnico di Torino Stefano Paolo Corgnati ha introdotto il tema della ricerca accademica sulle tecnologie toccando anche l’argomento della water security e ricordando come il problema del prezzo dell’energia sia in gran parte risultato di mancate politiche di lungo periodo e come sia necessario favorirne una sull’acqua, risorsa che oggi diamo per scontata che domani potrebbe non esserlo più, e spostare il focus dalla ricerca accademica all’impulso verso l’innovazione industriale. “Trasferire una conoscenza che si trasforma in tecnologia, normativa, sapere collettivo, in qualcosa che crea impatto. Deve passare il messaggio che questo territorio è pronto. Portare innovazione sull’acqua, questione di sicurezza nazionale”.
Carlo Robiglio, presidente di Confindustria Novara, Vercelli e Valsesia, ha ricordato anche come l’acqua sia necessaria anche per sostenere l’evoluzione e lo sviluppo delle tecnologie digitali in quanto il sempre più diffuso utilizzo dell’intelligenza artificiale e i data center richiedono sempre maggiori quantità d’acqua per il raffreddamento, dunque, il propellente per far funzionare innovazioni tecnologiche sarà ancora una volta l’acqua stessa. Ma in questo senso, ha anche posto l’accento sulla sfida di “capire come costruire future figure professionali di cui oggi non abbiamo ancora contezza”. Vittorio Viora - presidente ANBI - Associazione Regionale Consorzi Regione e tutela del territorio e acque irrigue, ha invece ribadito in particolare il problema dello stoccaggio delle risorse idriche, delle opere e soprattutto delle politiche necessarie a gestire l’approvvigionamento e la distribuzione dell’acqua in considerazione non soltanto delle esigenze, ma delle trasformazioni climatiche e urbane.
Tema, quest’ultimo, ripreso da Daniele Barbone, amministratore delegato di AcquaNovara.VCO, ricordando come negli ultimi anni le piccole e grandi crisi climatiche, in particolare le alluvioni, siano state un problema non episodico. “Abbiamo costruito un piano partendo dalla consapevolezza del cambiamento climatico in accordo con l’agenda 2036 e ad oggi l’investimento quantificato in oltre 100 euro ad abitante risulta il più grande mai effettuato in questa direzione”. Nell’ultima parte del suo intervento ha inoltre accennato alle strategie sulle sostanze Perfluoroalchiliche dalle acque reflue (PFAS), altro grande tema di dibattito in quest’ultimo periodo.
L’ultimo panel ha infine affrontato gli aspetti politici e regolamentari legati alla gestione del ciclo idrico: su questo articolato tema si sono espressi i rappresentanti di enti e aziende fornitrici di servizi. Sandro Baraggioli - presidente Confservizi Nord Ovest, riportando l’attenzione sulla necessità di garantire una corretta gestione delle disuguaglianze in prospettiva dell’aumento del fabbisogno di risorse, con un’attività che consenta anche a livello territoriale di avere un’omogeneità che oggi non abbiamo. Tullio Montagnoli, amministratore delegato A2A Ciclo Idrico, ha ripreso la questione del cambiamento climatico e riepilogato le condizioni necessarie ad adottare corrette politiche di gestione, prima tra tutti quella di avere una visione complessiva non limitata all’ambito industriale o agricolo, ma comune. Citando anche il tema del decentramento degli impianti di depurazione e i loro effetti sui costi e la necessità di una politica di “compensazione” che consenta di raggiungere i centri più svantaggiati senza sacrifici sul piano economico. Il tema dei costi è stato richiamato anche da Paolo Foietta, presidente Autorità Rifiuti Piemonte, citando l’esempio virtuoso del Termovalorizzatore del gerbido, a Torino, che assicura 2/3 della capacità di smaltimento dei rifiuti nell’area metropolitana ma che con un’attenta osservazione e regolazione vanta anche il miglior costo d’Italia (118 euro/ton). Paolo Torassa, amministratore delegato ASM Vercelli e Direttore tecnico IRETI, ha riportato invece l’attenzione sul tema degli investimenti citando l’esempio europeo, a cui l’Italia si è allineata con l’ultimo PNRR, ma ricordando anche la centralità della sicurezza soprattutto digitale, con opportune politiche e accorgimenti da adottare per proteggere dati e informazioni sensibili. Alessandro Iacopino - direttore fenerale S.I.I. S.p.A – Servizio Idrico Integrato del Biellese e Vercellese/Consorzio della Baraggia ha parlato delle difficoltà di gestire esigenze diversificate come quelle di irrigazione e settore energetico, citando le sfide che attendono nel prossimo futuro i consorzi di bonifica e il bisogno di creare figure altamente competenti e specializzate. Massimo Lamperti - presidente Suez Italia, ha invece posto l’accento sulle difficoltà di comunicazione tra realtà ed enti e del trovare visioni comuni che contribuiscano anche ad attrarre più efficacemente investimenti privati internazionali nel sistema idrico nazionale.
In sintesi, l’incontro di Stroppiana ha toccato e dato risalto a tutti i temi che ruotano intorno all’acqua, dalla salute alle aspettative degli ambiti agricolo e industriale, senza dimenticare l’aspetto energetico, e fatto emergere i punti critici su cui occorre superare le resistenze e trovare unità d’intenti e coordinamento. Come ha ribadito ancora una volta, nel saluto finale, Alberto Marazzato: "In questo incontro siamo riusciti a toccare davvero tutti i temi legati alla salvaguardia e all'utilizzo dell'acqua, affrontandoli con rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale, agricolo e dei servizi. Mi sembra che siano emerse chiaramente tutte le criticità, sulla sottovalutazione di alcune problematiche alla visione spesso frammentata e non univoca, sicuramente una sfida importante per il futuro, ma il fatto che se ne parli e si aumenti la consapevolezza di quelle stesse problematiche è un segnale incoraggiante. Servono coraggio e volontà di collaborare”.
L’impegno del Gruppo Marazzato nel raccontare e nel contribuire alle tematiche di sostenibilità continuerà tra settembre e novembre con un ruolo sempre attivo nelle grandi rassegne dedicate all’ecologia e alla bonifica come Remtech ed Ecomondo e con un evento in programma il prossimo 9 ottobre che includerà un webinar dedicato alla tematica dei PFAS, seguito del convegno del 2025.









