Ultim'ora - 01 giugno 2026, 15:18

Italia e ripescaggio ai Mondiali, Zampolli si arrende: "Ho fatto il possibile fino all'ultimo"

Italia e ripescaggio ai Mondiali, Zampolli si arrende: "Ho fatto il possibile fino all'ultimo"

(Adnkronos) -

Si spengono definitivamente le speranze di ripescaggio dell'Italia? Oggi, lunedì 1 giugno, gli azzurri vedono allontanarsi sempre più l'ipotesi di essere ripescati ai Mondiali 2026, quando mancano ormai soltanto dieci giorni all'inizio della rassegna iridata in programma in Stati Uniti, Messico e Canada. A mettere la parola fine ci ha pensato uno dei principali 'sponsor' dell'Italia, l'inviato speciale dell'amministrazione Usa di Donald Trump, Paolo Zampolli: "Il mio sogno e quello di tanti era di avere l'Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l'Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l'Italia", ha rivelato a 'La Politica nel Pallone' su Rai Gr Parlamento.  

"Purtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l'Iran che si sta allenando in Messico. I giocatori dell'Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata e poi tornare, perché i visti sono stati dati solo ai giocatori", ha spiegato Zampolli, "quanto è stato vicino il ripescaggio? Se ne è parlato tanto, poi la Fifa ha delle regole e il presidente Infantino ha preso le sue decisioni. Bisogna pensare al futuro del nostro calcio, io sono molto triste perché la maggior parte dei giovani non ha visto l'Italia al Mondiale. Io ho suggerito e fatto il possibile fino all'ultimo, mettendomi tante persone contro e sono contento di averlo fatto. Un Mondiale in Italia? Sarebbe il sogno di tutti", ha concluso Zampolli. 

 

A confermare la presenza dell'Iran al prossimo Mondiale ci aveva già pensato, in ogni caso, Gianni Infantino. "L'Iran giocherà i Mondiali e il motivo è semplice: dobbiamo unire la gente. Il calcio ci unisce, dobbiamo essere ottimisti e sorridere. Ci sono problemi nel mondo, ci sono già abbastanza persone che provano a dividere. Noi dobbiamo unire", aveva affermato il presidente della Fifa aprendo il Congresso di Vancouver. "Non c'è nessuna federazione sospesa", ha chiarito Infantino disinnescando il caso relativo all'assenza dei dirigenti iraniani al Congresso: su 211 federazioni accreditate, erano presenti 210 delegazioni. 

I dirigenti della federcalcio iraniana, incluso il presidente Mehdi Taj, non hanno però raggiunto Vancouver. Secondo l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, la delegazione è stata respinta al controllo di frontiera. Il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha fatto riferimento genericamente alla "revoca" del permesso di ingresso nel Paese. Il provvedimento sarebbe scattato per i legami tra Taj e il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC), ritenuto un'organizzazione terroristica in Canada. 

 

Ad aprire però nuovamente al possibile forfait della Nazionale iraniana, come riportato da Nbc News, era stato il presidente della Federazione Mehdi Taj, che aveva dichiarato che la Fifa deve garantire che il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) non venga insultato dagli Stati Uniti, qualora l'Iran dovesse decidere di giocare nel Paese. La richiesta di Taj non è causale, visto che la scorsa settimana una delegazione iraniana, di cui faceva parte lo stesso presidente, è stata respinta al confine con il Canada, dove avrebbero dovuto partecipare proprio al congresso Fifa andato in scena a Vancouver. 

Taj ha poi affermato che la decisione di tornare indietro sia stata una loro scelta, ma aveva giudicato anche come irrispettoso il comportamento della polizia di frontiera canadese, confermando poi al parlamento che il visto del presidente delle Forze Armate iraniane (FFIRI) era stato annullato mentre era in volo, proprio a causa dei suoi legami con le Guardie Rivoluzionarie, inserite nel 2024 nella lista di organizzazioni terroristiche dal Canada, cinque anni dopo che gli Stati Uniti avevano fatto lo stesso. Il segretario generale della Fifa, Mattias Grafstrom, ha inviato quindi una lettera esprimendo rammarico per il "disagio e la delusione" subiti dagli iraniani in Canada e invitando la Federazione a Zurigo, per un incontro svoltosi lo scorso 20 maggio. 

 

Il presidente della Federazione calcistica dell'Iran ha dichiarato che un eventuale ritiro dell'Iran dai Mondiali priverebbe il Paese di una "importante risorsa diplomatica". Mehdi Taj ha rilasciato queste dichiarazioni dopo che la federazione (FFIRI) aveva annunciato la partecipazione dell'Iran al Mondiale, purché i paesi ospitanti accettassero le sue condizioni, a cui faceva riferimento proprio Zampolli: "Se non partecipiamo ai Mondiali, perderemo un'importante risorsa diplomatica", ha affermato Taj in un'intervista trasmessa sabato sera dalla televisione di Stato. 

La partecipazione dell'Iran al torneo è avvolta nell'incertezza sin dallo scoppio della guerra a febbraio, in seguito agli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica islamica. Sabato, però, la Federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha dichiarato sul suo sito web ufficiale: "Parteciperemo sicuramente ai Mondiali del 2026, ma gli organizzatori devono tenere conto delle nostre preoccupazioni. Parteciperemo al torneo, ma senza rinunciare ai nostri valori, alla nostra cultura e alle nostre convinzioni". 

Taj ha posto 10 condizioni per la partecipazione all'evento mondiale, chiedendo garanzie sul trattamento riservato al Paese. Tra le condizioni figurano il rilascio dei visti e il rispetto per lo staff della nazionale, la bandiera e l'inno nazionale durante il torneo, nonché la richiesta di maggiori misure di sicurezza negli aeroporti, negli hotel e lungo le strade che conducono agli stadi. L'Iran, che dovrebbe alloggiare a Tucson, in Arizona, durante i Mondiali, affronterà Nuova Zelanda, Belgio ed Egitto nel Gruppo G. La nazionale iraniana esordirà ai Mondiali contro la Nuova Zelanda a Los Angeles il 15 giugno. 

 

 

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