Si è tenuta presso la Camera dei Deputati il 28 aprile 2026 la celebrazione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto. Ha moderato Dott.ssa Stefania Divertito, con l’Avv. Ezio Bonanni, Dott.ssa Mara Sabbioni, On.le Sergio Costa (Vicepresidente della Camera dei Deputati), Arch. Gen. Giampiero Cardillo (ONA), Dott. Fabio Massimo Gallo (già Presidente facente funzione nella Corte di Appello di Roma).
C’è stata occasione anche per la presentazione dell’ultimo libro dell’Avv. Ezio Bonanni dal titolo ‘Amianto, dalla prevenzione alla bonifica Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche’.
Il Libro Bianco 2025 sull’amianto offre un quadro tecnico-giuridico completo della più persistente emergenza ambientale e sanitaria italiana. Integra dati epidemiologici, mappature del territorio e analisi della normativa europea e nazionale, per orientare scelte pubbliche e private fondate su evidenze. I numeri descrivono la portata del problema — milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto ancora presenti, migliaia di siti diffusi in edilizia civile e industriale, scuole e ospedali coinvolti, decessi annui per patologie asbesto-correlate — e delimitano priorità, responsabilità e tempi.
Il volume esamina la Direttiva (UE) 2023/2668 e le sue implicazioni operative (abbassamento dei valori limite, requisiti di monitoraggio, DPI e decontaminazione), confrontandole con l’impianto interno (L. 257/1992; D.Lgs 81/2008) e indicando le aree che richiedono un aggiornamento organico. Accanto al diritto, trovano spazio i criteri tecnici di valutazione del rischio (con richiamo al D.M. 6.9.1994), le opzioni di bonifica e smaltimento, le strategie di prevenzione primaria, le soluzioni di inertizzazione e gli strumenti digitali per la mappatura e la gestione degli interventi.
Con un approccio pragmatico, l’opera propone una roadmap: programmazione pluriennale, semplificazioni per i micrositi, infrastrutture di smaltimento adeguate, formazione degli operatori, tutele sanitarie e giuridiche per le vittime. Destinato a amministratori, RSPP, tecnici, giuristi, sindaci, dirigenti scolastici e cittadini, questo Libro Bianco coniuga rigore e fruibilità. Si rendono accessibili tutti gli strumenti di prevenzione sanitaria e tecnica-normativa. Sono illustrate tutte le procedure per ottenere il risarcimento del danno, dalla fase amministrativa a quella giudiziaria. Un manuale per passare dall’allarme alla prevenzione effettiva, dalla frammentazione all’azione coordinata.
In occasione della Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, che si celebra ogni anno il 28 aprile, l’Osservatorio Nazionale Amianto richiama l’attenzione su una emergenza sanitaria ancora drammaticamente attuale. L’amianto continua a causare malattie e decessi, nonostante sia da tempo riconosciuto come una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo sono oltre 200.000 le vittime ogni anno causate dall’esposizione all’amianto. In Italia il quadro resta grave e stabile: si registrano circa 10.000 nuovi casi di malattie asbesto-correlate ogni anno e circa 7.000 decessi, senza un calo significativo rispetto agli anni precedenti. Un dato che conferma come l’emergenza non possa essere considerata superata.
I numeri dell’emergenza amianto
Tra le principali cause di morte legate all’esposizione alla fibra killer si contano circa 2.000 decessi per mesotelioma, oltre 3.800 per tumore al polmone e circa 500 per asbestosi. A questi si aggiungono altre patologie correlate, tra cui tumori del tratto gastrointestinale e delle ovaie.
L’amianto non rappresenta soltanto una tragedia del passato. È ancora presente in molti luoghi della vita quotidiana: abitazioni, scuole, ospedali, biblioteche, strutture sportive, tubature dell’acqua, siti produttivi e contesti industriali. La contaminazione riguarda anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate, in particolare Marina, Esercito e Aeronautica, oltre ad altri corpi dello Stato.
Si tratta di una presenza spesso invisibile, ma diffusa e pervasiva, che espone ancora oggi milioni di cittadini a un rischio concreto.
Le regioni più colpite
A livello territoriale, il fenomeno interessa soprattutto le regioni a maggiore industrializzazione. La Lombardia registra oltre 2.000 decessi l’anno, seguita dal Piemonte, con circa 1.000 vittime, dall’Emilia-Romagna, con circa 650, dalla Liguria, con oltre 600, e dal Lazio, con circa 500.
Negli ultimi anni sono stati avviati interventi di bonifica, piani regionali e strumenti di supporto alla rimozione. Alcune realtà si sono distinte per impegno e capacità operativa, come la Lombardia, che rappresenta il 33,2% del totale nazionale di amianto smaltito, e il Friuli Venezia Giulia, considerato un modello virtuoso.
Tuttavia, il dato centrale resta immutato: il ritmo complessivo delle rimozioni è ancora insufficiente rispetto alla diffusione dell’amianto sul territorio nazionale. Senza una accelerazione concreta delle bonifiche, l’emergenza continuerà a produrre vittime per decenni.
Le dichiarazioni
“La stabilità dei numeri dimostra che non siamo di fronte a un problema risolto, ma a una crisi sanitaria ancora in corso. L’amianto continua a essere presente nei luoghi della vita quotidiana e continua a causare malattie e morti. Serve un piano straordinario di rimozione, capillare e strutturato, che coinvolga tutto il territorio nazionale e metta al centro la tutela della salute pubblica” – spiega l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.
L’appello dell’ONA
Nel giorno dedicato alla memoria delle vittime dell’amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la necessità di passare dal ricordo all’azione. Non basta commemorare chi ha perso la vita: occorre intervenire con decisione per eliminare le fonti di esposizione ancora presenti e prevenire nuove malattie.
L’amianto continua a mietere vittime nel silenzio, anno dopo anno. Per questo l’ONA chiede un impegno straordinario, coordinato e nazionale, fondato sulla bonifica, sulla sorveglianza sanitaria, sulla tutela dei lavoratori e dei cittadini esposti e sul pieno riconoscimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari.
Lo staff ONA al fianco delle vittime
L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime dell’amianto e le loro famiglie, offrendo supporto legale e medico gratuito. Lo staff ONA è composto dall’Avv. Veronica Scigliano, dall’Avv. Lidiana Belfiore, dall’Avv. Giorgia Cicconi, dalla Sig.ra Francesca Piredda e dalla Dott.ssa Federica Pacca, che operano al fianco delle persone esposte e dei familiari per la tutela dei loro diritti.
Per poter accedere al servizio gratuito è sufficiente domandare la consulenza con email a: osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294.
Si è tenuta presso la Camera dei Deputati il 28 aprile 2026 la celebrazione della Giornata Mondiale delle Vittime dell’Amianto. Ha moderato Dott.ssa Stefania Divertito, con l’Avv. Ezio Bonanni, Dott.ssa Mara Sabbioni, On.le Sergio Costa (Vicepresidente della Camera dei Deputati), Arch. Gen. Giampiero Cardillo (ONA), Dott. Fabio Massimo Gallo (già Presidente facente funzione nella Corte di Appello di Roma).
C’è stata occasione anche per la presentazione dell’ultimo libro dell’Avv. Ezio Bonanni dal titolo ‘Amianto, dalla prevenzione alla bonifica Tutela della salute, sicurezza sul lavoro e responsabilità giuridiche’.
Il Libro Bianco 2025 sull’amianto offre un quadro tecnico-giuridico completo della più persistente emergenza ambientale e sanitaria italiana. Integra dati epidemiologici, mappature del territorio e analisi della normativa europea e nazionale, per orientare scelte pubbliche e private fondate su evidenze. I numeri descrivono la portata del problema — milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto ancora presenti, migliaia di siti diffusi in edilizia civile e industriale, scuole e ospedali coinvolti, decessi annui per patologie asbesto-correlate — e delimitano priorità, responsabilità e tempi.
Il volume esamina la Direttiva (UE) 2023/2668 e le sue implicazioni operative (abbassamento dei valori limite, requisiti di monitoraggio, DPI e decontaminazione), confrontandole con l’impianto interno (L. 257/1992; D.Lgs 81/2008) e indicando le aree che richiedono un aggiornamento organico. Accanto al diritto, trovano spazio i criteri tecnici di valutazione del rischio (con richiamo al D.M. 6.9.1994), le opzioni di bonifica e smaltimento, le strategie di prevenzione primaria, le soluzioni di inertizzazione e gli strumenti digitali per la mappatura e la gestione degli interventi.
Con un approccio pragmatico, l’opera propone una roadmap: programmazione pluriennale, semplificazioni per i micrositi, infrastrutture di smaltimento adeguate, formazione degli operatori, tutele sanitarie e giuridiche per le vittime. Destinato a amministratori, RSPP, tecnici, giuristi, sindaci, dirigenti scolastici e cittadini, questo Libro Bianco coniuga rigore e fruibilità. Si rendono accessibili tutti gli strumenti di prevenzione sanitaria e tecnica-normativa. Sono illustrate tutte le procedure per ottenere il risarcimento del danno, dalla fase amministrativa a quella giudiziaria. Un manuale per passare dall’allarme alla prevenzione effettiva, dalla frammentazione all’azione coordinata.
In occasione della Giornata Mondiale Vittime dell’Amianto, che si celebra ogni anno il 28 aprile, l’Osservatorio Nazionale Amianto richiama l’attenzione su una emergenza sanitaria ancora drammaticamente attuale. L’amianto continua a causare malattie e decessi, nonostante sia da tempo riconosciuto come una delle sostanze più pericolose e diffuse del Novecento.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel mondo sono oltre 200.000 le vittime ogni anno causate dall’esposizione all’amianto. In Italia il quadro resta grave e stabile: si registrano circa 10.000 nuovi casi di malattie asbesto-correlate ogni anno e circa 7.000 decessi, senza un calo significativo rispetto agli anni precedenti. Un dato che conferma come l’emergenza non possa essere considerata superata.
I numeri dell’emergenza amianto
Tra le principali cause di morte legate all’esposizione alla fibra killer si contano circa 2.000 decessi per mesotelioma, oltre 3.800 per tumore al polmone e circa 500 per asbestosi. A questi si aggiungono altre patologie correlate, tra cui tumori del tratto gastrointestinale e delle ovaie.
L’amianto non rappresenta soltanto una tragedia del passato. È ancora presente in molti luoghi della vita quotidiana: abitazioni, scuole, ospedali, biblioteche, strutture sportive, tubature dell’acqua, siti produttivi e contesti industriali. La contaminazione riguarda anche ambiti istituzionali e operativi, comprese le Forze Armate, in particolare Marina, Esercito e Aeronautica, oltre ad altri corpi dello Stato.
Si tratta di una presenza spesso invisibile, ma diffusa e pervasiva, che espone ancora oggi milioni di cittadini a un rischio concreto.
Le regioni più colpite
A livello territoriale, il fenomeno interessa soprattutto le regioni a maggiore industrializzazione. La Lombardia registra oltre 2.000 decessi l’anno, seguita dal Piemonte, con circa 1.000 vittime, dall’Emilia-Romagna, con circa 650, dalla Liguria, con oltre 600, e dal Lazio, con circa 500.
Negli ultimi anni sono stati avviati interventi di bonifica, piani regionali e strumenti di supporto alla rimozione. Alcune realtà si sono distinte per impegno e capacità operativa, come la Lombardia, che rappresenta il 33,2% del totale nazionale di amianto smaltito, e il Friuli Venezia Giulia, considerato un modello virtuoso.
Tuttavia, il dato centrale resta immutato: il ritmo complessivo delle rimozioni è ancora insufficiente rispetto alla diffusione dell’amianto sul territorio nazionale. Senza una accelerazione concreta delle bonifiche, l’emergenza continuerà a produrre vittime per decenni.
Le dichiarazioni
“La stabilità dei numeri dimostra che non siamo di fronte a un problema risolto, ma a una crisi sanitaria ancora in corso. L’amianto continua a essere presente nei luoghi della vita quotidiana e continua a causare malattie e morti. Serve un piano straordinario di rimozione, capillare e strutturato, che coinvolga tutto il territorio nazionale e metta al centro la tutela della salute pubblica” – spiega l’avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.
L’appello dell’ONA
Nel giorno dedicato alla memoria delle vittime dell’amianto, l’Osservatorio Nazionale Amianto ribadisce la necessità di passare dal ricordo all’azione. Non basta commemorare chi ha perso la vita: occorre intervenire con decisione per eliminare le fonti di esposizione ancora presenti e prevenire nuove malattie.
L’amianto continua a mietere vittime nel silenzio, anno dopo anno. Per questo l’ONA chiede un impegno straordinario, coordinato e nazionale, fondato sulla bonifica, sulla sorveglianza sanitaria, sulla tutela dei lavoratori e dei cittadini esposti e sul pieno riconoscimento dei diritti delle vittime e dei loro familiari.
Lo staff ONA al fianco delle vittime
L’Osservatorio Nazionale Amianto assiste tutte le vittime dell’amianto e le loro famiglie, offrendo supporto legale e medico gratuito. Lo staff ONA è composto dall’Avv. Veronica Scigliano, dall’Avv. Lidiana Belfiore, dall’Avv. Giorgia Cicconi, dalla Sig.ra Francesca Piredda e dalla Dott.ssa Federica Pacca, che operano al fianco delle persone esposte e dei familiari per la tutela dei loro diritti.
Per poter accedere al servizio gratuito è sufficiente domandare la consulenza con email a: osservatorioamianto@gmail.com oppure scrivere attraverso il sito ONA, ovvero chiamando il numero verde 800 034 294.




