Riceviamo e pubblichiamo
Si è svolta il 28 marzo a Vercelli la manifestazione dedicata ai civili ucraini detenuti illegalmente in Russia e nei Territori temporaneamente occupati. All’iniziativa, promossa dal nuovo partito politico ORA! insieme alla comunità ucraina locale, hanno partecipato cittadini italiani e ucraini uniti per chiedere la liberazione dei prigionieri civili, la restituzione dei bambini deportati e il rispetto del diritto internazionale.
Durante l’evento si sono alternate testimonianze dirette, letture di lettere dalla prigionia, interventi di approfondimento e momenti musicali della tradizione ucraina, interpretati da tre giovani cantanti liriche: Iryna Shteiner, Angelina Dolgova e Bohdana Pechenevska.
Particolarmente toccanti il racconto di una giovane sopravvissuta all’occupazione russa, la lettera di un civile detenuto da anni in Russia e la testimonianza di Tetyana Zelena dell’associazione ucraina CIVILNI VILNI: sorella di Sarhii Lykhomanov, uno dei tanti prigionieri in Russia.
La manifestazione è stata aperta da un minuto di silenzio per le vittime della guerra e da un flash mob simbolico dedicato alla libertà dei civili detenuti.
Gli iscritti di ORA! hanno denunciato, dati alla mano, le pratiche del regime putiniano per controllare le vite della popolazione occupata, come: passportizzazione russa forzata, senza la quale si perdono tutti i servizi essenziali; rapimenti di massa; deportazione della gioventù a fini “rieducativi”; militarizzazione di massa a partire dall’infanzia.
In forza di tutto ciò, nel messaggio finale ORA! ha spronato a tenere una posizione chiarissima a sostegno dell’Ucraina e del diritto internazionale, anche a livello locale. Nel messaggio dei coordinatori provinciale e regionale del partito, Matteo Rondoletto e Riccardo Sandretto, è stata infatti richiamata la recente nomina a vicepresidente della Regione Piemonte di Maurizio Marrone: “portare ai vertici della Regione Piemonte una figura che ha promosso il cosiddetto Centro di rappresentanza della Repubblica di Donetsk significa sottovalutare la gravità del contesto internazionale e isolare ulteriormente il Piemonte a livello europeo.
Sostenere l’Ucraina significa difendere principi che riguardano anche le nostre istituzioni e la coerenza delle loro scelte.”
La manifestazione si è conclusa con un appello alla società civile e alla politica: non abbassate l’attenzione sulla sorte dei civili detenuti e deportati, e mantenete alta la pressione politica e diplomatica per la loro liberazione. L’Ucraina combatte per la sopravvivenza contro una barbarie da cui pensavamo di esserci liberati, e che come europei ci riguarda tutti.






