Cronaca - 12 febbraio 2026, 17:27

Furto di macchinari agricoli: un arresto, due denunce e 100mila euro di refurtiva recuperata

A finire in manette un uomo incensurato

Ha un valore di oltre 100mila euro la refurtiva recuperata dai Carabinieri del Comando Provinciale di Vercelli, al termine dell'operazione che ha portato all'arresto in flagranza di un uomo e alla denuncia a piede libero di altri due complici, tutti residenti in provincia, e presunti responsabili di furto aggravato continuato e ricettazione di ricambi e componenti di macchine agricole. L'arresto è avvenuto nel vicino casalese, ma il teatro dei furti è un'azienda vercellese che commercializza componenti per macchinari agricoli, la Mara srl, che ha sede nell'area industriale di Vercelli. Proprio la denuncia del titolare dell'azienda, che insospettito per la continua sparizione di materiale, aveva coinvolto una società investigativa nel monitoraggio dei macchinari, ha dato il via all'indagine.

L’attività condotta dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di questo Comando Provinciale ha permesso di monitorare i movimenti dei sospettati e ha consentito di interrompere la condotta criminosa. Una volta acquisiti sufficienti indizi, i militari del Nucleo opertivo e della Sezione Radiomobile hanno intercettato il movimento anomalo di una livella agricola, che ha condotto gli operanti in una cascina situata in provincia di Alessandria, individuata quale base logistica per lo stoccaggio della refurtiva. All’interno del capannone, i Carabinieri hanno rinvenuto non solo il mezzo che è risultato rubato la stessa mattina alle prime luci dell’alba, ma anche ulteriore componentistica di macchine agricole pesanti sottratta nelle settimane precedenti alla medesima ditta, per un valore complessivo stimato in ben oltre 100.000 euro. 

I beni sono stati immediatamente restituiti e rimessi nella disponibilità del proprietario, scongiurando un grave danno economico all’azienda. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato — un uomo finora incensurato — è stato sottoposto al regime degli arresti domiciliari nella propria abitazione, mentre i due complici sono stati deferiti in stato di libertà per il concorso nei reati contestati, con diversi gradi di coinvolgimento accertati durante le indagini.

redaz

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