Sono 10.750 gli ingressi registrati dalla mostra sull’Espressionismo italiano che si è chiusa domenica in Arca. Inaugurata il 10 settembre, l'esposizione rappresenta la prima tappa del progetto pluriennal di collaborazione avviato da Comune, Fondazione Giuseppe Iannacone e Arthemisia: «Quando pubblico e privato iniziano a lavorare insieme, il risultato non è una mediazione al ribasso, è un salto in alto», si legge in una soddisfatta nota dell'amministrazione comunale. Circa 800 gli studenti delle scuole elementari e medie di Vercelli, Olcenengo, Villata e Borgo Vercelli e di alcune classi del Liceo Scientifico che hanno seguito con estrema attenzione le visite guidate del curatore, Daniele Fenaroli. «La partecipazione delle scuole non è un atto dovuto, né una carezza pedagogica per sentirsi a posto con la coscienza - dice il sindaco, Roberto Scheda -. Il Comune di Vercelli invita le giovani generazioni a scoprire l'arte perché crede che sia il miglior investimento possibile. Portare un ragazzo davanti a un quadro espressionista significa dirgli, senza retorica, che il mondo è complesso, a volte scomodo, e che vale la pena capirlo. Significa insegnargli a non avere paura delle domande, né delle emozioni forti. Se queste sale sono state piene di studenti, domani Vercelli sarà più ricca: non solo di cittadini più colti, ma di persone più libere. E questo, per una comunità, è il capitale più prezioso che esista».
Dal canto suo Giuseppe Iannaccone, avvocato e collezionista, sottolinea come «questi risultati confermano che quando esiste una visione condivisa la Cultura può diventare un vero motore di crescita per una comunità, capace di generare partecipazione, consapevolezza e futuro. La collaborazione con il Comune di Vercelli si è fondata su una convinzione condivisa: l’Arte non è un evento isolato, ma un processo che costruisce senso nel tempo e che richiede continuità, responsabilità e fiducia reciproca. L’esperienza di Arca non rappresenta un traguardo, ma l’inizio di un cammino che intendiamo proseguire con lo stesso entusiasmo e la stessa attenzione, anche attraverso nuove mostre che rafforzino il ruolo di Vercelli come luogo vivo e riconosciuto di produzione culturale».





