La consulenza finanziaria indipendente rappresenta un’evoluzione naturale nella gestione del patrimonio. Si contrappone ai modelli tradizionali basati su commissioni di collocamento e incentivi commerciali, offrendo ai clienti un supporto realmente personalizzato, trasparente e privo di conflitti di interesse.
Negli ultimi anni è cresciuta l’attenzione verso il ruolo del consulente finanziario indipendente, una figura che opera senza vincoli con banche o intermediari e che può quindi concentrarsi esclusivamente sugli interessi del cliente. Questo approccio consente un’analisi oggettiva delle esigenze patrimoniali e una pianificazione costruita su obiettivi concreti, non su prodotti da vendere.
Il modello di remunerazione è un elemento distintivo. Nella consulenza indipendente i compensi sono a parcella, chiari, dichiarati e scollegati dagli strumenti finanziari utilizzati. Il cliente sa esattamente quanto paga e per cosa, creando le basi per un rapporto più equilibrato e consapevole.
In un contesto economico sempre più complesso, questo modello favorisce una relazione di fiducia reciproca. Sempre più risparmiatori cercano un affiancamento professionale che non sia guidato da logiche commerciali, ma da una reale volontà di proteggere, organizzare e far crescere il patrimonio nel tempo.
La spinta normativa della MiFID II e il cambiamento del mercato
La Direttiva MiFID II ha rappresentato un punto di svolta per i mercati finanziari europei. L’obiettivo principale è stato quello di aumentare la trasparenza e la responsabilità degli intermediari, riducendo le asimmetrie informative che da sempre caratterizzano il settore.
L’obbligo di rendere chiaramente visibili costi dei servizi di consulenza ha cambiato profondamente la percezione degli investitori, che oggi possono valutare con maggiore consapevolezza il valore del servizio ricevuto. Questo ha contribuito a un cambio di paradigma nel rapporto tra consulente e cliente, favorendo un ambiente più maturo e informato.
MiFID II ha inoltre distinto in modo chiaro la consulenza indipendente da quella non indipendente, rendendo palese la presenza o meno di conflitti di interesse. Questa distinzione ha spinto molti professionisti a rivedere il proprio modello operativo, orientandosi verso pratiche più etiche e trasparenti.
Parallelamente, i risparmiatori hanno iniziato a sviluppare una maggiore consapevolezza finanziaria, acquisendo strumenti per valutare le raccomandazioni ricevute e prendere decisioni più informate.
Perché la consulenza indipendente risponde meglio alle esigenze dei risparmiatori
I risparmiatori di oggi cercano chiarezza, trasparenza, coerenza e controllo. La consulenza indipendente risponde a queste esigenze perché elimina alla radice gli incentivi distorsivi legati alla vendita di prodotti finanziari.
Un approccio indipendente si fonda su tre pilastri:
● personalizzazione del servizio;
● coerenza tra strategie, obiettivi e profilo di rischio;
● relazione equilibrata e trasparente tra cliente e consulente.
Questo consente di formulare raccomandazioni basate esclusivamente sugli obiettivi del cliente, tenendo conto dell’orizzonte temporale e della capacità di sopportare le oscillazioni dei mercati.
La personalizzazione è particolarmente rilevante nelle fasi di cambiamento della vita: un passaggio professionale, una nuova attività imprenditoriale, una maggiore responsabilità familiare. In questi momenti, le strategie standard perdono efficacia e diventa fondamentale un approccio su misura.
Al contrario, nella consulenza tradizionale i conflitti di interesse possono compromettere la qualità delle raccomandazioni. Retrocessioni e incentivi interni creano pressioni commerciali che rischiano di allontanare le scelte di investimento dalle reali esigenze del risparmiatore.
Come i trend post-MiFID II stanno trasformando la professione
Con MiFID II si è affermato in modo più chiaro il modello fee-only, che separa nettamente il compenso del consulente dai prodotti finanziari utilizzati. Questo ha favorito la crescita dei consulenti autonomi, apprezzati per un servizio trasparente e orientato alla pianificazione di lungo periodo.
Il valore per il cliente si traduce in strategie più coerenti, monitoraggio costante e maggiore controllo sulle decisioni di investimento. La gestione del patrimonio diventa così un processo strutturato e proattivo, non una successione di scelte scollegate.
Perché sempre più professionisti scelgono la consulenza indipendente
Sempre più professionisti scelgono la consulenza indipendente come modello di carriera perché consente di costruire relazioni durature basate sulla fiducia. La trasparenza operativa e l’assenza di conflitti di interesse rafforzano la credibilità del consulente e favoriscono il passaparola.
Il modello autonomo offre inoltre maggiore flessibilità nell’adattarsi ai cambiamenti di mercato e alle nuove esigenze dei clienti. Questo permette di accompagnare le persone anche in scelte complesse, come la diversificazione del patrimonio o l’esplorazione di soluzioni spesso trascurate nei modelli tradizionali.
È l’approccio adottato da Athena SCF, una società di consulenza indipendente, che opera esclusivamente a parcella e senza legami con banche o intermediari, con l’obiettivo di allineare in modo totale gli interessi del consulente a quelli del cliente.
In un settore in continua evoluzione, la consulenza indipendente non è più un’alternativa di nicchia, ma una risposta concreta alle esigenze di risparmiatori e professionisti che cercano qualità, trasparenza e allineamento di interessi.




