È dal 1985 che manca la festa dell’unità a Vercelli. Così strombazza una delle réclame. 38 anni per passare da una festa, tutto sommato, ancora dei lavoratori, a una completamente a rimorchio di padroni, Capitale e dei loro servi più viscidi e ipocriti, quelli del Partito Democratico. Se ne sarà accorto il Circolino dell’Isola che ospita questa rassegna nemica di salariati, precari ed immigrati di tutto il mondo?
Tra un boccone e l’altro di “carnazza” con cui ci si ingozzerà, in spregio e totale indifferenza verso gli attivisti pestati a Cuori Liberi, la Festa sarà aperta dal sociologo Maurizio Ambrosini: ci parlerà di Minniti e della necessità di vederlo con occhio nuovo, cioè della necessità di chiudere un occhio sugli accordi fatti da lui con la Libia per tenersi i migranti in zone sostanzialmente franche nelle quali rinchiuderli e sfoltirli un po’ di numero.
Al giornalista Paolo Hutter il pezzo forte per i 50 anni dal golpe di Pinochet: ci parlerà dello storico numero dell’Unità del 10 Settembre 1973, quando di fronte alle voci di golpe imminente in Cile, l’illustre giornale degli stalinisti di casa nostra, le dichiarò totalmente infondate non trovando di meglio da fare che accusare come da copione i provocatori “fascio-trostskisti”.
Brando Benifei e Anna Rossomando, parlamentari del PD, ci parleranno della meraviglia del PNRR, di quanto è bello per i padroni farsi prestare i soldi dall’Europa del Capitale per scaricare il il costo nelle tasche dei salariati italiani.
Gianna Pentenero, assessora al Lavoro a Torino, con la disoccupazione all’8,4%, i giovani al 30%, il part-time che colpisce al 67% le donne, la metà delle assunzioni a tempo determinato e il 57% della disoccupazione totale del Piemonte (dati Cgil), ci parlerà di quanto è bello scaldare la sedia rassicurando il Capitale che continuerà a farlo fino alla fine della legislatura.
Antonio Misiani, senatore PD, dopo aver regalato il massimo dei profitti ai padroni quando il suo partito stava al governo, ci parlerà di quanto è bello tirar fuori dai banchi della presunta opposizione il salario minimo, purché comunque non si tratti del suo...
Una conferenza d’intermezzo, ci ricorderà il diritto alla salute, cioè il diritto del Capitale a privatizzarlo con l’approvazione del PD, il suo partito.
A Federico Fornaro e Andrea Giorgis, ben consci delle oscenità appena descritte, il compito di informare i presenti di quanto sia a rischio la dittatura del Capitale, cioè la sua schifosa democrazia per ricchi, e di come sia importante, per prevenire il collasso, di modificare le istituzioni al fine di preservare la rapina continua dei padroni e del loro partito prediletto.
Simili nullità assolute e pretenziose, non potevano che chiudere questa kermesse dell’orrore con l’omaggio al loro nume tutelare appena scomparso, vale a dire a Giorgio Napolitano, prima fascista, poi stalinista nell’ “indimenticabile” repressione del ’56 ungherese che lui approvò brindando a champagne, infine imperialista, prima come sensale tra gli USA e il PCI-PDS, poi direttamente come gran capo dell’imperialismo italiano. Tutta una vita dalla parte dei ricchi e del potere, contro rivoluzioni, ribellioni e financo ogni pur minimo progresso sociale.
A Vercelli siamo tutti orfani di un Circolino, quello dei Lavoratori di Porta Torino che ha chiuso. Pure le mura di quel circolino puzzavano di quella congrega di sanguisughe dei salariati. Ma un conto è approfittare dell’ospitalità padronale per produrre eventi sociali, cultura anarchica ma comunque nobile e di sinistra, un altro apparecchiargli la tavola e fargli pure il servizio da camerieri. Il Circolino di Porta Torino era un bel circolo proletario e dobbiamo fare il possibile per riaprirlo, magari con qualche tocco in più di bolscevismo. Questo può tranquillamente richiudersi dentro con le perpetue del suo partito scelto.




