Cronaca - 29 marzo 2022, 08:02

Larve nella trachea dell'anziano: a processo i vertici della Rsa

Arriva in aula la vicenda che coinvolse due ospiti della ex Consolata

Larve nella trachea dell'anziano: a processo i vertici della Rsa

Con l'accusa di maltrattamenti e abbandono di incapace, quattro dipendenti della Sereni Orizzonti e il direttore sanitario della Rsa La Quercia di Borgo d'Ale sono a processo per la vicenda legata al ritrovamento di larve di mosca nella trachea di due anziani ospiti della casa di riposo: non autosufficienti e allettati, entrambi erano poi deceduti dopo il ricovero in ospedale.

A ricostruire la vicenda, nella prima udienza del processo, sono stati i testi d'accusa: dal medico del Pronto soccorso che, oltre ad aver rimosso le larve dalla tracheotomia del valsesiano Giovanni Battista Donadoni, aveva anche raccolto le confidenze della figlia sul fatto che nella stanza del padre la temperatura fosse troppo elevata e che alle finestre della struttura mancassero oscuranti e zanzariere.

«C'erano larve vive nella tracheotomia - ha raccontato in aula il medico del Sant'Andrea che visitò l'anziano il giorno successivo al ricovero -. Le abbiamo rimosse e abbiamo ripulito tutto, ripetendo l'operazione più volte». Donadoni, che era in condizioni di salute gravissime quando da Borgo d'Ale era stato inviato in Pronto soccorso, morì qualche giorno più tardi e lo stesso avvenne per un'altra donna allettata e affetta da demenza senile. 

L'assenza di zanzariere e tende oscuranti alle finestre - che pure erano state richieste dalla commissione di vigilanza dell'Asl - venne successivamente verificata anche nel corso di un sopralluogo effettuato dai Nas e dalla Squadra Mobile della Questura su delega della Procura della Repubblica di Vercelli che, nel frattempo, aveva aperto un fascicolo sulla vicenda: inizialmente l'ipotesi di reato era omicidio colposo, ma quando le autopsie e le perizie avevano escluso una responsabilità delle larve nel decesso dei due anziani, si era comunque proceduto per maltrattamenti e abbandono di incapace. 

A rispondere di queste accuse sono tutte figure dirigenziali della società che gestisce la Quercia: Valentino Bortolussi, legale rappresentante della Serena Orizzonti; Sergio Vescovi, all'epoca capo area per il nord Italia; Denise Deriva, capo area del Nord Ovest; Elisa Cattaneo, direttrice della struttura e il medico Giuseppe Santamaria, direttore sanitario della Rsa. Parti civili nel processo sono il Consorzio Cisas e i parenti dell'anziana deceduta, mentre le denunce dei familiari dell'anziano - che erano stati successivamente risarciti e non si sono costituiti parte civile - sono state acquisite agli atti del processo.

redaz

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