Economia - 28 ottobre 2020, 07:22

Scatti perfetti grazie alla composizione

La differenza tra una foto banale e una indimenticabile è tutta nella struttura degli elementi: solo se sono ben equilibrati risultano piacevoli da vedere

Scatti perfetti grazie alla composizione

La fotografia è un’arte visiva al pari della scultura o della pittura. Saper rappresentare un soggetto con consapevolezza permette di esaltarne la bellezza e renderlo magnetico e intrigante per lo spettatore. Anche in fotografia si possono usare delle tecniche, la cosiddetta composizione, che permettono di ottenere risultati soddisfacenti. Anzi, matematicamente perfetti.

Rispettare le proporzioni nel collocare i diversi elementi di un soggetto da fotografare, che si tratti di un ritratto o di un paesaggio poco cambia, permette di offrire un certo equilibrio. Questo equilibrio, appunto detto compositivo, è la chiave per suscitare il nostro interesse e l’attenzione.

Del resto, le regole delle arti visive, sono le stesse che caratterizzano le manifestazioni della natura, cioè quelle cui siamo normalmente abituati. La frequenza con cui vediamo certi bilanciamenti, nei disegni delle piante e dei fiori, per esempio, ci rende più sensibili a questo tipo di stimolo.

 

La coerenza naturale

Anche se non è di dominio pubblico, e questo tipo di conoscenza è più pertinente i calcoli matematici e teoretici, è noto da tempo che la natura segue un rapporto fisso nei propri modelli di crescita.

È una costante che permette di individuare la relazione tra le sequenze di sviluppo, per esempio quelle della corolla di un fiore, della successione delle foglie di una succulenta, oppure nella ragnatela di un ragno. Determinate sequenze cui siamo costantemente esposti, rappresentano la regola con cui si strutturano gran parte delle forme naturali. Compreso il rapporto tra la posizione degli arti degli esseri viventi, anche questo non è casuale ma è funzionale allo sviluppo dell’individuo e segue un rapporto ben preciso.

Per l’esattezza, il rapporto è di ϕ= 1,61803398, dove la variabile ϕ o phi è l’iniziare dello scultore greco Fidia che per primo lo individuò e utilizzo nelle sue sculture immortali. La definizione esatta di questo valore è da imputarsi agli studi del matematico Fibonacci vissuto a Pisa tra il XII e il XIII secolo. Individua questo rapporto nella sequenza di accrescimento in cui, posti 0 e 1 come numeri iniziali, ogni numero successivo è dato dalla somma dei due precedenti.

Questo rapporto viene identificato come sezione aurea o rapporto aureo. Permea così tanto le manifestazioni della natura da essere definito anche proporzione divina, e di fatto è la chiave che permette di costruire delle opere indimenticabili e magnetiche quando si progetta un lavoro d’arte figurativa.

 

Come sfruttare la sezione aurea per la composizione fotografica

Per fare foto non basta premere un tasto, è utile conoscere alcune regole che permettono di mettere in evidenza il soggetto rispetto allo sfondo. Identificare il giusto rapporto tra le parti permette di individuare il punto esatto in cui inquadrare il cielo quando si fotografa un paesaggio, e così ottenere il giusto effetto prospettico. Oppure permette di mettere in risalto un dettaglio del volto quando si fa un ritratto che sia davvero incisivo.

Una delle prime nozioni di composizione fotografica è la nota regola dei terzi, che consiste nel suddividere il piano in cui viene rappresentato il soggetto in nove parti uguali. In realtà si tratta solo di una semplificazione più schematica e fissa del più complesso sistema di suddivisione della foto secondo il principio della sezione aurea e in particolare del rettangolo aureo.

Il modo migliore per lavorare direttamente sulla sezione aurea è di avere ben in mente il rapporto che si crea tra i rettangoli che suddividono il piano ideale catturato dalla foto. La colonna portante entro cui deve avvenire la maggiore tensione narrativa è al centro ed è più stretto rispetto alle due colonne laterali. In maniera speculare, anche le righe hanno un rapporto simile.

 

Dominare la tecnica o sfruttare il fotoritocco

Alcuni tra i migliori obiettivi, che si possono trovare anche nei cataloghi recensiti su zoom notizie, mettono già a disposizione del fotografo una griglia di riferimento che aiuta nel momento della composizione. Si tratta di linee tracciate a priori e che possono essere seguite per catturare l’azione in modo da includere direttamente la parte essenziale da raccontare per immagini.

Per ottenere un risultato compositivo di grande effetto, si consiglia di concentrare la tensione narrativa sulle intersezioni tra le linee. Qui è dove maggiore è l’attenzione dell’occhio. Non sempre è facile focalizzare lo scatto nel punto esatto. Per questo, si consiglia spesso di allargare l’inquadratura e puntare a un campo più ampio. In un secondo momento sarà possibile ritagliare usando programmi di fotoritocco.

Lightroom e Photoshop hanno già in dotazione degli schemi. All’interno dello stesso rettangolo aureo è possibile identificare diversi rapporti, almeno tre. In base al tipo di soggetto e all’importanza del contesto in cui è calato, sarà possibile ritagliare la foto includendo anche altro che risulti significativo.


SU