Quali sono le procedure da seguire per la riammissione a scuola di studenti, insegnanti e personale che sono entrati in contatto con persone positive al Covid-19 qualora risultassero asintomatici e negativi al tampone? Una domanda di notevole importanza che si sono poste numerose famiglie in queste due prime settimane di scuola.
A porsi la domanda anche il vicepresidente della Commissione regionale Sanità, Domenico Rossi, che ha sottoposto l'argomento all’assessore Luigi Icardi nel question time. “Ho ritenuto necessario porre questo quesito in quanto sono stato interpellato da diversi cittadini, che mi hanno chiesto chiarimenti sulle procedure e soprattutto sul rientro a scuola” spiega il consigliere Dem rilevando come i primi casi di positività nelle scuole abbiano evidenziato difformità nelle linee di comportamento delle Asl soprattutto in relazione alla gestione dei rientri a scuola degli studenti risultati negativi al tampone.
Rossi ricorda la situazione che si è creata nei giorni scorsi in Piemonte, dove alcune Asl hanno disposto il rientro a scuola di chi è risultato negativo e altre, come quella novarese, invece, hanno confermato la quarantena di 14 giorni.
“A fronte di una risposta tempestiva e qualificata dell’Asl novarese nell'esecuzione dei tamponi - spiega Rossi - è evidente che la scelta di tenere in quarantena per 14 giorni compagni di classe e insegnanti asintomatici nonostante il tampone negativo, risponde a un principio corretto di tutela della salute pubblica, ma genera disagi alle famiglie, a maggior ragione se si tiene conto che la quarantena per gli under 14 richiede la presenza a casa di almeno un genitore. In altri territori la procedura è stata diversa e dopo il primo tampone negativo si è provveduto alla riammissione”.
Tra l'altro, il tema apre la strada anche a una serie di ulteriori problemi: ad esempio, solo per i dipendenti è previsto un congedo collegato alla quarantena dei figli retribuito al 50% e solo nei casi in cui il contatto sospetto sia avvenuto a scuola. Dunque per una vasta fetta di cittadini, il problema della quarantena crea anche rilevanti disagi collaterali.
La risposta dell’assessore Icardi al quesito è stata chiara: la Regione ha adottato una linea di indirizzo unitaria su tutto il territorio regionale prevedendo, in caso di tampone negativo sul soggetto asintomatico che è stato a contatto con persone positive, effettuato nei tempi corretti (tra il quinto e il settimo giorno), la possibilità di adottare una quarantena attiva fino al raggiungimento dei 14 giorni previsti, così da permettere il rientro al lavoro o a scuola monitorando le condizioni di salute e prevedendo tutte le protezioni individuali necessarie. Una possibilità che però deve essere valutata sempre dai dipartimenti di prevenzione locale: nell’ambito della loro autonomia e responsabilità, devono “valutare se adottare o meno l’istituto della quarantena attiva o dell’isolamento totale, in relazione alla situazione epidemiologica che è diversa da caso a caso”.




