Cronaca - 01 giugno 2020, 11:20

In manette due fidanzati 50enni dai lunghi trascorsi criminali

Si nascondevano in un casolare a Borgo Vercelli, dove lui aveva iniziato a coltivare droga

In manette due fidanzati 50enni dai lunghi trascorsi criminali

Erano partiti per eseguire un arresto ma, alla fine, hanno messo le manette a due ricercati che dovevano scontare pene definitive per una lunga sfilza di reati. Per uno di loro, è anche scattata la denuncia per la coltivazione di marijuana. A eseguire gli arresti gli agenti della Catturandi della Polizia di Stato di Vercelli che, hanno rintracciato un uomo e una donna con numerosi trascorsi di illegalità.

Nello specifico gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Vercelli, a seguito di un ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di Vercelli nei confronti di una donna condannata in via definitiva a 6 mesi di reclusione per i reati di lesioni e minacce, hanno iniziato un'attività di indagine finalizzata a localizzarla. Dopo alcune ricerche, la donna, che da tempo aveva fatto perdere le proprie tracce, è stata individuata all’interno di un casolare di Borgo Vercelli.

Da ulteriori accertamenti, gli agenti della Catturandi hanno capito che, all’interno del medesimo casolare, era nascosto un uomo, di nazionalità marocchina, che nel dicembre dello scorso anno era stato condannato in via definitiva a 4 anni e 5 mesi di reclusione e alla multa di 10mila euro, per una serie innumerevoli di reati posti in essere dal 2013 al 2019.

Fatta irruzione nel casolare, gli agenti effettivamente hanno rintracciato e bloccato la donna, una 50enne di origine biellese e l’uomo, un 52enne marocchino, irregolare sul territorio nazionale, fidanzati da diverso tempo. La storia criminale della donna era iniziata nel 1998 quando era stata condannata per la detenzione di sostanze stupefacenti. Nel tempo la stessa, dopo mesi di ingiurie e molestie, aveva percosso il vicino di casa causandogli lesioni guaribili in alcuni giorni. Si era poi era responsabile di una serie di violenze nei confronti dell’ex marito, culminate in un episodio in cui era arrivata a ferirlo con un oggetto contundente lanciatogli in fronte e a minacciare di ucciderlo con un coltello; il tutto alla presenza dei figli minori nei confronti dei quali si era altresì resa responsabile di aver eluso il provvedimento del giudice sul loro mantenimento.

La storia criminale del marocchino invece è costellata di reati contro il patrimonio e in materia di stupefacenti. Dopo una serie di furti ai danni di connazionali, era stato arrestato una prima volta nel 2013 per spaccio di sostanze stupefacenti; appena scarcerato, nel 2014, era stato nuovamente arrestato poiché trovato in possesso di quasi un chilo di hashish e, una volta libero, si era di nuovo reso responsabile di reati contro il patrimonio.

I due sono stati arrestati e il marocchino è stato anche indagato in stato di libertà per il reato di coltivazione di sostanza stupefacente ai sensi dell’art. 73 del D.P.R. 309/90 poiché all’interno dell’appartamento, sottoposto a perquisizione, sono state rinvenute quattro piante di marijuana, coltivate dall’uomo e finalizzate a produrre sostanza stupefacente da commercializzare. 

redaz

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