"Nel primo trimestre 2020 sono morte nelle Rsa del Piemonte 2.874 persone, nello stesso trimestre dello scorso anno ne erano morte 2.467. La differenza è di 407 persone, di cui 248 risultano decedute per cause Covid". Sono i dati diffusi, in conferenza stampa, da Regione e Unità di cirisi per le Rsa, attualmente al lavoro per l'esecuzione dei tamponi nelle strutture piemontesi.
"Nel 90% dei casi, nelle Rsa del Piemonte non si è trovata la situazione grave che veniva paventata - ha detto l'ex procuratore Antonio Rinaudo -. Possiamo dire che il livello di criticità riscontrato è fisiologico, non patologico".
Al 14 aprile erano stato eseguiti quasi 14mila i tamponi eseguiti. "In linea di massima è risultato positivo il 40% del personale, e il 30% degli ospiti, ma si deve considerare che si è partiti dai sintomatici", hanno spiegato dall'Unità di Crisi.
Nelle Rsa presenti all'interno dell'Asl Vercelli, sono stati eseguiti finora 316 tamponi nelle case di riposo (tra ospiti e personale): 162 sono risultati positivi, 132 negativi e ce ne sono altri 22 che sono ancora in attesa di riscontro. Nel primo trimestre 2020 ci sono stati 211 morti: 56 in più rispetto allo stesso periodo del 2019: 20 le persone decedute positive al Covid.
I dati, tuttavia, sono ancora troppo parziali, come si evince anche dalla lettura delle tabelle fornite in conferenza stampa: a fronte di 1.417 posti letto, il 14 aprile, nel territorio vercellese, erano stato eseguiti solo 145 tamponi: 54 quelli positivi, 47 i negativi e 44 erano ancora da esaminare. Solo 96 i tamponi effettuati sul personale (640 tra oss e infermieri): 18 i positivi, 42 i negativi e 36 ancora da attribuire. Un po' poco, forse, per dire che la situazione non è grave.