Attualità - 27 marzo 2019, 09:29

Una nuova ala per pronto soccorso e medicina d'urgenza: sarà questo il Sant'Andrea del futuro

IL MONOBLOCCO, PROGETTATO A PARTIRE DAL 2016, DOVRA' SORGERE NELL'AREA DIETRO LARGO GIUSTI

Una nuova ala per pronto soccorso e medicina d'urgenza: sarà questo il Sant'Andrea del futuro

Un monoblocco dedicato all’emergenza - urgenza da collegare all’ospedale sfruttando lo spazio corrispondente all’area vicina a largo Giusti e che sarà parte dell’ospedale Sant'Andrea di Vercelli. Un "cubo" tecnologico in cui saranno concentrate  le attività di emergenza urgenza e di area critica: dal pronto soccorso, alle Terapie intensive alle sale operatorie, oltre che i servizi di supporto, come la sterilizzazione.

Il progetto di rinnovo dell'ospedale Sant'Andrea è stato avviato da settembre 2016 partendo dalla consapevolezza che l'ospedale, costruito nel 1964 con logiche e percorsi del passato deve fare i conti con una obsolescenza di fondo e con la necessità di un importante rinnovamento del parco tecnologico. L’Asl di Vercelli ha analizzato e vagliato più opportunità prima di scegliere il percorso da intraprendere. La scelta di puntare alla realizzazione di un nuovo plesso è stata considerata più vantaggiosa sotto diversi punti di vista: la certezza di non dover interferire con l’attivitàospedaliera quotidiana e la possibilità in contemporanea di realizzare ulteriori lavori di “umanizzazione” con la rivisitazione di alcune aree di degenza per renderle più confortevoli.

Il progetto è stato riproposto alla presenza dell’assessore alla sanità Antonio Saitta, nel corso di un convegno cui hanno partecipato il direttore generale dell’Asl di Vercelli Chiara Serpieri, il sindaco Maura Forte, il presidente dell’Ordine dei Medici di Vercelli Piergiorgio Fossale, il presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Vercelli Giulio Zella e il direttore di Medicina e Chirurgia d’Urgenza e Accettazione dell’Asl Vercelli, Roberta Petrino. 
 
“A Vercelli  - ha sottolineato l’assessore Antonio Saitta - si prepara un importante progetto di sviluppo ed ampliamento dell'ospedale. Ritengo che quando si pensa a un’opera di questo tipo, tutto vada chiaramente inquadrato nel contesto di riferimento. Come Regione crediamo in questo progetto e abbiamo formalizzato proprio oggi il nostro parere favorevole. Sulla modalità di procedura da adottare stiamo valutando ulteriori soluzioni per alleggerire l’Asl di Vercellil. Il sistema pubblico nella realizzazione delle opere ha spesso tempistiche lunghe. Mi sento sicuro nel voler avviare questo percorso e prima della scadenza del mandato assumeremo una decisione definitiva sulla procedura più adatta. L’obiettivo è quello di dare risposte: vogliamo avere un punto fermo, in modo che alla fine del mandato il direttore generale abbia tutti gli strumenti per andare
avanti con questo progetto, a vantaggio dei cittadini e degli operatori sanitari di Vercelli”.
 
“Una soluzione – ha sottolineato il direttore generale Chiara Serpieri – che riteniamo essere in linea con una visione moderna di realtà ospedaliera, concepita sempre più per intensità di cura e che per altro consentirà anche di ottimizzare al meglio le risorse e il personale presente. Un unico blocco operatorio è più efficiente a parità di risorse e supporterà meglio il programma d'incremento dell'attività e il posizionamento di Vercelli nella rete ospedaliera”.

redaz

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