Cronaca - 06 aprile 2017, 19:11

Ronde a bordo dell'auto del Comune: a processo sindaco, vice e due consiglieri

L'AMMINISTRAZIONE DI VILLARBOIT E' ALLA SBARRA ACCUSATA DI VARI REATI, TRA CUI PECULATO. L'INCHIESTA E' PARTITA DAGLI ESPOSTI DEL CONSIGLIERE DI MINORANZA

Ronde a bordo dell'auto del Comune: a processo sindaco, vice e due consiglieri

"Più volte avevo visto l'auto del Comune girare, di sera e di notte, per le vie del paese, guidata da persone che non erano dipendenti comunali. Ho chiesto chiarimenti attraverso domande scritte al sindaco e richieste di accesso agli atti per capire a quale titolo l'auto girasse di notte per Villarboit ma non ho mai ottenuto risposta. Così alla fine ho presentato un esposto alla Procura". E' partita dalla segnalazione di Maurizio Badini, consigliere comunale di minoranza a Villarboit, l'inchiesta cha ha portato sul banco degli imputati Davide Olivetta, sindaco del piccolo centro della Baraggia, il suo vice Flavio Delzoppo, e i consiglieri di maggioranza Massimo Rampone e Leonardo Gili. 

Il gruppo di amministratori comunali deve rispondere, a vario titolo, di peculato, abuso d’ufficio, falsità ideologica e materiale, rifiuto d’atti d’ufficio. Gli episodi contestati sono diversi - legati all'utilizzo dell'auto per l'appunto, ma anche all'iter per la riapertura del centro polifunzionale di frazione San Marco - tutti accaduti nel 2015 e tutti segnalati in vari esposti dal consigliere comunale di minoranza.

A suscitare, sicuramente, la maggior curiosità è l'accusa di peculato per l'utilizzo dell'auto comunale: in pratica, sarebbero state organizzate ronde per il paese e la frazione per monitorare la sicurezza delle abitazioni da parte di persone non titolate a svolgere quest'attività e che, per di più, avrebbero utilizzato il mezzo di proprietà comunale. Un episodio, questo, sul quale erano stati svolti anche accertamenti dai carabinieri di Casanova Elvo che più volte, di sera, avevano fermato la vettura comunale condotta da persone del paese che, alla richiesta di chiarire la loro presenza sul mezzo, si erano qualificate come volontari ambientali, impegnati in controlli sul territorio e la fauna. Per verificare questa versione, oltre a inserire un rilevatore Gps sotto la vettura, in un'occasione, i carabinieri si erano anche mossi per il paese a bordo di un'auto borghese, piuttosto vecchiotta. Dopo pochi minuti, dai volontari, era partita la segnalazione al 112 per chiedere un controllo sul mezzo sospetto.

"Tuttavia - come ha riferito il maresciallo che aveva coordinato l'accertamento, rispondendo a una domanda dell'avvocato difensore Giuseppe Greppi - le persone a bordo dell'auto comunale non avevano in alcun modo cercato di fermare o di allontanare dal paese l'auto civetta". 

Una vicenda che, visti i difficili rapporti vissuti in paese tra maggioranza e opposizione, sa un po' di lite "alla Peppone e don Camillo". Tuttavia, nelle carte raccolte dalla Procura, il gip Fabrizio Filice ha ravvisato abbastanza elementi per disporre un rinvio a giudizio: davanti alla corte costituita dai giudici Claudia Beconi, Eleonora Campagna e Fabrizio Laguzzi, gli imputati si sono presentati questa mattina assistiti dagli avvocati Giuseppe Greppi e Ludovico Szego. Maurizio Badini si è invece costituito parte civile, assistito dall’avvocato Francesca Orrù.

Nella prossima udienza, a maggio, sarà completato il quadro dei testi dell'accusa, sostenuta dal pm Davide Pretti e poi, se lo riterranno opportuno, saranno gli stessi amministratori comunali a salire sul banco dei testimoni per raccontare la loro versione dei fatti.

redaz

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