Cronaca - 26 marzo 2017, 18:24

Espulso dall'Italia, per motivi di sicurezza, un marocchino che viveva a Santhià

IL PROVVEDIMENTO FIRMATO DAL MINISTRO MINNITI RIGUARDA UN 44ENNE CHE DA QUASI UN ANNO NON TORNAVA NELLA CITTADINA VERCELLESE. L'INDAGINE PARTITA DA UNA SEGNALAZIONE DELL'ISTITUTO COMPRENSIVO

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti

Il ministro dell'Interno, Marco Minniti

Viveva a Santhià insieme alla moglie, un'italiana convertita all'Islam, e ai tre figli il cittadino marocchino di 44 anni destinatario del decreto di espulsione dall'Italia firmato oggi dal ministro dell'Interno Marco Minniti.

Una vicenda nata e poi sviluppatasi tutta a Santhià quella che coinvolge l'uomo, rintracciato sabato a Torino e rimandato in Marocco oggi con un volo diretto.

A far partire le indagini nei suoi confronti, infatti, era stata una segnalazione giunta dall'istituto comprensivo della cittadina vercellese: da oltre un anno la famiglia, residente nella case popolari di via Nobel, non portava più i tre figli a scuola. Approfondimenti investigativi condotti dalla Digos di Vercelli avevano poi fatto emergere un percorso di radicalizzazione che lo aveva portato a considerare l'Italia un paese di miscredenti, non idoneo alla permanenza della sua famiglia tanto che aveva deciso per un breve periodo di tornare in Marocco.

Una nota del Viminale spiega poi che, nel 2012, il marocchino espulso dall'Italia aveva rifiutato di prestare giuramento per ottenere la cittadinanza, confidando ad alcuni connazionali che l'accettazione dello status di italiano avrebbe offeso la sua religione e che l'osservanza della Costituzione avrebbe violato i dettami shariatici. Le indagini investigative acquisite sulla deriva radicale intrapresa sono state poi confermate anche da elementi della comunità islamica vercellese, dalla quale si era però staccato da tempo.

"L’uomo e la sua famiglia non erano più reperibili da oltre un anno - precisa il sindaco di Santhià, Angelo Cappuccio - abitavano in una casa popolare e noi, dopo la segnalazione della scuola, avevamo avviato l’iter di controllo".

Dagli accertamenti condotti ai tempi dalla Polizia locale era emerso che la famiglia si fosse trasferita in Marocco. Paese dal quale, evidentemente, l'uomo aveva fatto rientro in tempi recenti.

redaz

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