Cronaca - 20 febbraio 2017, 16:07

Tubercolosi: al via i test su un centinaio di persone

SONO PARENTI, COMPAGNI DI CLASSE DELLA MEDIA AVOGADRO E DEL LICEO SOCIALE LANINO E PERSONE ENTRATE IN CONTATTO CON I DUE GIOVANI RICOVERATI AL SANT'ANDREA. INTANDO LE CONDIZIONI DI SALUTE DEI RAGAZZI STANNO MIGLIORANDO

Inizieranno martedì 21 febbraio i test della tubercolosi per parenti, docenti e compagni di scuola e per coloro che sono entrati in contatto con i due giovani vercellesi ricoverati da qualche giorno al Sant’Andrea. Le scuole interessate sono la media Avogadro e il Liceo sociale Lanino: secondo le previsioni dell'Asl sarebbero almeno un centinaio le persone interessate dai test. 

"Verrà eseguito – spiega Gabriele Bagnasco, direttore del Dipartimento di Prevenzione – il test di Mantoux: una piccola iniezione che serve a valutare se è stata contratta l’infezione. Venerdì, dopo 72 ore, si potrà avere un riscontro. Se qualcuno dovesse risultare positivo al test verrà indirizzato agli specialisti clinici per eseguire la radiografia al polmone e per stabilire la necessità di una eventuale terapia".

Intanto i due ragazzi di 14 e 19 anni che si sono ammalati nelle scorse settimane continuano la loro terapia nel reparto di malattie infettive del Sant'Andrea: i ragazzi rispondono bene alle terapie e le loro condizioni sono considerate buone.

“Le loro condizioni cliniche – ribadisce il dottor Silvio Borrè, direttore della struttura complessa di malattie infettive – sono buone. Stanno rispondendo bene alla terapia. I giovani resteranno in ospedale fino a quando sarà passata la fase di possibile contagio; subito dopo potranno ritornare alla loro vita di sempre". Il ceppo di tubercolosi che hanno contratto non è del tipo resistente ai farmaci e questo rappresenta decisamente una buona notizia per i due giovani e per le loro famiglie.

"Chi contrae l’infezione non è contagioso - specifica inoltre Borrè - lo è soltanto chi ha sviluppato la malattia a livello polmonare e da qui è in grado con i colpi di tosse di diffonderla  nell’ambiente circostante".

In provincia di Vercelli l’incidenza dei casi di tubercolosi è di 3,4 casi /anno per 100.000 abitanti: "Solo il 10% delle infezioni tubercolari non trattate evolvono in malattia conclamata - aggiunge inoltre Paolo Conti, primario emerito di Pneumologia -. Per altro i ceppi batterici presenti nei due giovani non presentano resistenza ai farmaci specifici, per cui i pazienti sono stati posti in polichemioterapia standard. In altre circostanze, in passato, sono stati registrati casi più complessi nei quali è stato necessario adottare dei trattamenti alternativi”.

Da parte dell’Asl, dunque, il messaggio che ha voluto dare i direttore sanitario Arturo Pasqualucci è quello di evitare allarmismi. E' stato anche precisato che l’Asl ha effettuato approfonditi controlli sui 1600 migranti arrivate sul territorio, e di questi quattro sono stati individuate con tubercolosi attiva e quattro con quella passiva. E tutti, ovviamente, sono stati curati nel modo più opportuno.

redaz

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