Per 40 anni ha lavorato con dedizione diventando, da tempo immemore, il volto della prima accoglienza per chi sale al primo piano del Palazzo Comunale. Prima del Consiglio comunale di venerdì cerimonia di saluto per Paolo Bosso, che ha raggiunto la pensione dopo 40 anni di servizio in Comune.
Nel corso del suo intervento, il sindaco, Roberto Scheda, ha espresso la gratitudine per la carriera dedicata al servizio delle istituzioni. «Per ben quattro decenni, Paolo Bosso ha accompagnato con serietà e senso del dovere la vita della nostra Amministrazione» ha detto il primo cittadino, sottolineando poi il valore della «presenza costante e silenziosa del dipendente nel funzionamento quotidiano della macchina comunale».
Nel ripercorrere le tappe della sua carriera, è stato ricordato come Bosso sia stato assunto il 27 giugno 1986, iniziando il percorso come operaio fino a diventare coordinatore referente degli uscieri. Scheda ha evidenziato come la sua figura rappresenti «l’esempio di fedeltà alle istituzioni nella forma più autentica: quella silenziosa, lontana dai riflettori, ma proprio per questo essenziale. Nel corso degli anni, Paolo ha attraversato stagioni amministrative diverse, mantenendo invariati stile, correttezza e spirito di servizio». Nel concludere la cerimonia, il sindaco ha rivolto al neo pensionato un sentito ringraziamento, a nome di Vercelli, per il lavoro svolto e l’esempio offerto: «Grazie per aver onorato, per 40 anni, il servizio alla nostra comunità».
A Bosso è stata consegnata, anche da parte del presidente del Consiglio comunale, Romano Lavarino, del vice, Gianni Marino, l’attestato di benemerenza «in riconoscimento dell’attività svolta con professionalità e dedizione dimostrati in anni di onorato servizio reso anche al fine del buon funzionamento del Consiglio comunale della Città di Vercelli». Lavarino ha ricordato gli aneddoti legati al rapporto con Bosso e poi ha ricordato come «per ognuno di noi ha sempre avuto una buona parola, un gesto gentile e cortese, un esempio di professionalità».