Attualità - 28 aprile 2026, 08:20

Cubolotto, da maggio la Conferenza dei Servizi. Intanto la Regione presenta "l'ospedale che verrà"

A tre anni dall'annuncio, presentato il materplan del futuro Sant'Andrea

L'ospedale che verrà prende forma nel masterplan dello studio ATI Project, mentre, a maggio, è in programma l’avvio della Conferenza dei servizi per il Cubolotto, il nuovo blocco destinato a ospitare sale operatorie e tutto il comparto dell'emergenza - urgenza. A poco più di tre anni di distanza dall'annuncio - all'epoca venne fatto al Salone Dugentesco - dell'intenzione di costruire un nuovo ospedale, a Vercelli sono arrivati il presidente della Regione, Alberto Cirio, e l'assessore alla Sanità Federico Riboldi per dare conto dei passi fatti. Con loro, i progettisti Lorenzo Boati, architetto di ATI Project, e l’ingegner Paolo Pepe, consulente di Asl Vercelli; ad accoglierli il direttore generale Asl, Marco Ricci, il sindaco Roberto Scheda, il presidente della Provincia Davide Gilardino e una platea di sindaci, medici e rappresentanti delle istituzioni.

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Il futuro Sant'Andrea, invece, sarà un DEA di I livello, con con 245 posti letto ordinari e 35 posti in day hospital, concepito per rispondere alle esigenze di una sanità moderna ed efficace: il costo stimato è di 155 milioni, provenienti da Inail, ma le ripetute crisi sui fronti energetici e delle materie prime che si sono susseguite in questi anni, lasciano presagire che saranno le tempistiche di realizzazione a dettare il costo finale. Anche perché, prima passare dal masterplan al cantiere la strada burocratica è ancora lunga.

Due le tappe: la prima è la realizzazione del blocco delle emergenze-urgenze: Pronto Soccorso, Terapia Intensiva, Sale Operatorie, Centrale di Sterilizzazione e strutture tecniche. Il cosiddetto "Cubolotto", sviluppato su cinque livelli che si integrano con il nuovo ospedale, ha un suo cronoprogramma. A maggio la conferenza dei servizi, nell’estate 2027 l'avvio dei lavoro, a fine 2029 il completamento dell'opera. 

«Tempi certi» è la richiesta del sindaco, Roberto Scheda che, sulla sanità, ha sempre preteso per Vercelli pari dignità con tutti gli altri capoluoghi del Piemonte.

Il principio che guida il progetto del nuovo Sant’Andrea è l’approccio patient centric: un ospedale progettato partendo dalle persone, dai pazienti ai loro familiari, fino agli operatori sanitari. Spazi compatti, percorsi semplici, riduzione dei tempi di attesa e maggiore prossimità tra le funzioni cliniche sono gli elementi che qualificano l’intero impianto. Diagnostica, interventi, degenza e riabilitazione sono organizzati per lavorare in stretta connessione, migliorando il comfort e riducendo trasferimenti non necessari. Al centro dell’edificio, che sorgerà sul terreno dell'Asl a ridosso della struttura storica, destinata per la gran parte a essere poi abbattuta, trovano posto le aree di degenza e il materno-infantile, luoghi simbolici e funzionali che esprimono la centralità del paziente. Attorno a questo nucleo si sviluppano le aree ad alta intensità – emergenza-urgenza, diagnostica e attività interventistiche – con una chiara separazione dei flussi. Anche la logistica è pensata come parte integrante della qualità della cura, grazie a percorsi dedicati e sistemi automatizzati.Il progetto reinterpreta in chiave contemporanea il modello del monoblocco, puntando sulla concentrazione delle funzioni e su una gestione più razionale degli spazi. La riduzione delle superfici complessive – da circa 60.000 a 45.000 metri quadrati – riguarda soprattutto collegamenti e corridoi a vantaggio delle superfici sanitarie e dell’efficienza dei percorsi.

«La presentazione del masterplan del nuovo ospedale di Vercelli rappresenta un passaggio decisivo in un percorso che guarda al futuro della sanità piemontese, mantenendo però un forte legame con la storia e l’identità del Sant’Andrea – dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e l’assessore alla Sanità Federico Riboldi – Si tratta di un progetto che mette al centro le persone, migliorando la qualità delle cure, l’organizzazione dei servizi e la sicurezza dei percorsi assistenziali, secondo un modello moderno e integrato. Il Cubolotto, per cui si sta completando la progettazione rappresenta l’avanguardia di questa operazione con l’obiettivo di far partire i lavori nell’estate del 2027 e completare l’opera per fine 2029.

L'intervento vercellese si inserisce nel piano straordinario di edilizia sanitaria della Regione Piemonte, da quasi 5 miliardi di euro, che sta ridisegnando in modo strutturale la rete ospedaliera. Un piano guardato con un po' di diffidenza dalle opposizioni: pur dichiarandosi «sempre pronta a lavorare con tutti, per il bene del territorio», la consigliera regionale Simona Paonessa, del Pd, ha rilevato come «a livello nazionale, sono soltanto tre i progetti attualmente al vaglio di Inail in materia di edilizia sanitaria». E, stgmatizzando l'assenza di un cronoprogramma, la consigliera rileva: «Quali sono le priorità territoriali? Quali saranno il primo e l’ultimo nuovo ospedale a vedere la luce? Inoltre, per il nuovo eventuale ospedale di Vercelli, gli investimenti sul piatto ammonterebbero a circa 155 milioni, con una media ben inferiore ai 350 milioni previsti per gli altri eventuali ospedali». 

Ben diversa la valutazione del direttore generale: «Con questo progetto avviamo un passaggio importante per il futuro della sanità vercellese – dichiara Ricci –. Il nuovo Sant’Andrea è pensato per mettere al centro la persona, migliorando qualità della cura, sicurezza ed efficienza, in continuità con la storia e il ruolo pubblico che l’ospedale ha da sempre per la città e il territorio».

redaz