Politica - 25 marzo 2026, 18:43

Caso Chiorino, il Pd: «Rispondere al Consiglio è un atto dovuto»

I dem vercellesi replicano a Riva Vercellotti

Riceviamo e pubblichiamo.

Il Partito Democratico Vercelli-Valsesia tiene a precisare che nessun processo mediatico è stato portato avanti in questi giorni contro l’ormai ex sottosegretario Delmastro, la vicepresidente della Regione Chiorino e contro il consigliere regionale Zappalà. Anzi, l’essere garantisti riteniamo sia un esercizio di civiltà e buonsenso a cui non ci sottraiamo neanche contro chi questo valore, in passato, ha dimostrato di non abbracciarlo. Va però sottolineato che il tema è politico, etico e morale, prima ancora che giudiziario. 
Le dichiarazioni di importanti esponenti locali di Fratelli d’Italia sono il classico tentativo di "buttarla in caciara" per evitare di affrontare il merito di una questione che resta politica, prima ancora che giudiziaria.
Parlare di "tribunale del popolo" o "fango" è un esercizio retorico che non incanta nessuno. Qui non si tratta di sostituirsi ai magistrati, che valuteranno eventuali responsabilità penali, bensì di esercitare il diritto-dovere di critica politica e di controllo che compete a un’opposizione seria. Ma questo non può diventare un alibi per un silenzio che sarebbe una mancanza di rispetto per i cittadini piemontesi.
Quando figure istituzionali di primo piano, come la Vicepresidente della Regione Chiorino e il consigliere regionale Zappalà, entrano in società con soggetti che sembrano gravitare in contesti dove emerge l'ombra della criminalità organizzata, le domande non sono un’infamia, sono un atto di trasparenza dovuto ai cittadini. Anzi, sarebbe addirittura emerso oggi a mezzo stampa che anche il condannato in via definitiva per intestazione fittizia di beni della camorra, Mauro Caroccia, sarebbe stato presente dal notaio al momento della stipula dell’atto per la nascita della srl «Le 5 Forchette», a Biella. Ecco, questa ultima rivelazione, renderebbe ancora più opaca e grave una situazione che, già di per sé, rischia di mettere a dura prova la credibilità delle Istituzioni agli occhi dei cittadini.
Lo stesso Riva Vercellotti, nel suo tentativo di difendere l’indifendibile sui giornali, sostiene che la cessione delle quote sia avvenuta "per coerenza e integrità" prima del risalto mediatico. Bene: allora ci spieghino perché non è stata la stessa Giunta a comunicare il fatto preventivamente, anziché attendere che la notizia emergesse. La trasparenza non si fa a scoppio ritardato o solo quando si è costretti a farlo in Aula. Rivendicare i fondi contro l’usura o per i beni confiscati è doveroso, ma non è una "patente di immunità" che esenta dal dare spiegazioni su scelte private che hanno un inevitabile riflesso pubblico. La lotta alla mafia si fa con i finanziamenti, certo, ma anche con la cultura dell'opportunità e con una rete di relazioni che deve essere al di sopra di ogni sospetto, soprattutto per chi siede ai vertici della Regione.
Peraltro, durante il Consiglio regionale di ieri, 24 marzo, la Vicepresidente e il Presidente erano assenti e sicuramente le cose da spiegare ai cittadini sarebbero state tante. Ottimo il lavoro del Gruppo del Partito Democratico in Regione Piemonte che ha presentato una mozione volta ad impegnare il Presidente Cirio a revocare le deleghe a Chiorino: vedremo se le spiegazioni saranno "fatti concreti" o l'ennesimo paravento dialettale per coprire una profonda leggerezza politica e etica.
 

Partito Democratico Vercelli - Valsesia