Cintura di Vercelli - 14 ottobre 2026, 08:35

Campo base IV: oltre 1800 visitatori per un weekend tra mezzi militari storici, cultura ed esperienze

Fondazione Marazzato: memoria e innovazione tecnologica al centro della manifestazione, che conferma l'impegno nella valorizzazione del patrimonio motoristico e nella divulgazione della storia e delle sue ricadute sul progresso civile

Oltre 1800 partecipanti nelle due giornate di sabato 10 e domenica 11 ottobre: si chiude così la quarta edizione di Campo Base Stroppiana, l'appuntamento autunnale che ha chiuso il calendario 2026 dei Porte Aperte della Fondazione Marazzato, trasformando ancora una volta la sede in un grande spazio dedicato alla scoperta della storia, della tecnologia e del patrimonio motoristico.

Un risultato particolarmente significativo che conferma la capacità della manifestazione di richiamare un pubblico numeroso ed eterogeneo, composto da appassionati, curiosi e famiglie.

L’esperienza diventa protagonista
A caratterizzare anche questa edizione è stata soprattutto la possibilità di vivere in prima persona le numerose esperienze proposte, affiancando alla scoperta dei veicoli storici un programma di attività culturali, divulgative e ricreative capace di coinvolgere visitatori di tutte le età.

Tra le attrazioni più apprezzate spicca ancora una volta il giro a bordo del carro armato, stavolta un Alvis Stormer con allestimento da contraerea di proprietà del museo Apokas, che, vista l’enorme affluenza e l’interesse del pubblico, ha continuato a percorrere l’area sterrata fino all’ora di chiusura in entrambe le giornate.

Successo analogo anche per le attività di tiro al bersaglio organizzate dall'associazione Ombre Soft Air Team di Vercelli, e per le numerose proposte non direttamente legate al tema storico della manifestazione, come il percorso fuoristrada sulle Ape Calessino organizzato dall’Ape Club, la parete da arrampicata gestita dalla Protezione Civile e le attività dell'area bambini, che hanno contribuito a rendere Campo Base un appuntamento da vivere in famiglia.

Molto apprezzati anche il tradizionale "Tour tra le risaie" a bordo di due bus storici, uno dei quali portato e condotto dai membri dell’associazione Fitram della Spezia, e diverse auto classiche, che quest’anno ha raggiunto Breme (PV) per una visita all’antica Abbazia di San Pietro, il cui complesso ospita oggi il municipio. E ancora, la possibilità di ammirare, in modo libero o con guide, la Collezione Marazzato, esperienza arricchita nella giornata di domenica dalle visite teatralizzate curate da BFP Associazione Teatrale, una formula originale che ha permesso di far rivivere personaggi, situazioni e atmosfere di epoche differenti, trasformando i veicoli storici in elementi di un racconto coinvolgente. Non è mancata l’immersione in atmosfere d’altri tempi attraverso la realtà virtuale, ormai diventata una delle esperienze più caratteristiche e attese dei Porte Aperte.

Accanto alle attività pratiche, il programma ha offerto numerose occasioni di approfondimento e intrattenimento culturale. Particolarmente apprezzato il divertente “Quizzone”, il gioco a premi alla scoperta di storia e curiosità sui mezzi di trasporto, proposto con successo in entrambi i pomeriggi e capace di coinvolgere direttamente i visitatori. A completare l'atmosfera della manifestazione hanno contribuito le rievocazioni del Gruppo Storico 2194 Allied Forces, l'esposizione di modellismo statico e dinamico con vari modellisti, tra cui i soci del club CMT di Torino, la mostra fotografica e artistica e l'esibizione domenicale della Banda nazionale Assoarma.

Tra i momenti più suggestivi del weekend anche il sorvolo della sede della Fondazione da parte di un aeroplano storico, un Piper L-4H del 1944 appartenente al collezionista e aviatore Gustavo Cappa Bava e impiegato in Italia con la 9ª Air Force statunitense durante la Seconda guerra mondiale.

Dalla Jeep alla Campagnola

Cuore della mattinata di sabato è stato il convegno «L'eredità della  Jeep®», dove sono stati ripercorsi nascita ed evoluzione dei veicoli militari leggeri a trazione integrale, soffermandosi soprattutto sull'influenza che questa ricerca ha esercitato sulla motorizzazione civile nel dopoguerra.

Moderato dal divulgatore Mirko Campochiari, conosciuto come Parabellum, l'incontro ha riunito esperti, studiosi e collezionisti, con gli interventi di Aurelio Sanmartino, Daniele Cereda, Roberto Bruciamonti, Walter Secco e Alessandro Ranucci. Dalle origini della Jeep americana alle interpretazioni sviluppate dai costruttori europei e giapponesi, il convegno ha offerto un percorso attraverso l'evoluzione della tecnica, la riconversione dei mezzi militari agli impieghi civili e il contributo di questi veicoli alla ricostruzione e allo sviluppo industriale.

Un racconto strettamente legato alla mostra tematica allestita all'interno dello stesso showroom, che ha permesso di osservare da vicino alcune delle più significative interpretazioni del fuoristrada militare leggero. Accanto alle Jeep® Willys erano presenti le italiane Fiat Campagnola e Alfa Romeo 1900 M «Matta», l'inglese Austin Champ, la tedesca Auto Union Munga e la sovietica GAZ 69, oltre a numerosi veicoli specializzati e di supporto.

Tra gli esemplari più particolari, la Fiat AR59 aviolanciabile del 1971, completa di cannone e rimorchio, appartenente alla collezione di Alessandro Ranucci. Una rara configurazione concepita per le esigenze di mobilità delle unità aviotrasportate.

Lo stesso Ranucci ha illustrato durante il convegno il lungo e meticoloso restauro del mezzo, condotto tra il 2006 e il 2022, che ha permesso di riportarlo alle condizioni originali e di ottenere le certificazioni ASI Targa Oro e FIVA. Un esempio concreto del valore della conservazione dei veicoli storici come testimonianze materiali dell'ingegno e dell'evoluzione tecnologica.

Ad ampliare ulteriormente il panorama dell'esposizione hanno contribuito anche mezzi dalle caratteristiche davvero insolite come il grande anfibio a tre assi Alvis Stalwart e la NSU Kettenkrad, originale veicolo semicingolato tedesco.

Conoscere e tramandare il patrimonio storico

La quarta edizione di Campo Base ha confermato il ruolo della Fondazione Marazzato nella conservazione e nella divulgazione del patrimonio storico e culturale, con un’attenzione che va oltre il mondo dei trasporti per abbracciare la memoria collettiva e l’evoluzione tecnologica. Attraverso le esposizioni, le rievocazioni, gli incontri di approfondimento e le attività rivolte al pubblico, la manifestazione ha offerto l'occasione per conoscere e comprendere anche le pagine più difficili della storia, la cui memoria rappresenta un elemento fondamentale della consapevolezza collettiva.

“La grande partecipazione di quest’anno ci conferma la grande curiosità e l’attenzione che le tematiche legate alla storia del trasporto, in tutte le sue declinazioni, riescono a suscitare in un pubblico di tutte le età - ha commentato Alberto Marazzato, presidente della Fondazione Marazzato - Ci teniamo che ogni appuntamento sia un’esperienza al tempo stesso istruttiva e divertente, e che dia a tutti la possibilità non soltanto di vedere, ma anche di toccare e rivivere la storia. La nostra collezione non è una semplice raccolta di mezzi, ma è lo strumento attraverso cui condividere racconti di attività, di aziende e di persone”.

Con il successo di Campo Base IV, la Fondazione Marazzato consolida il proprio percorso di valorizzazione del patrimonio storico motoristico attraverso iniziative che uniscono cultura, divulgazione, intrattenimento e partecipazione attiva, rendendo la storia accessibile a un pubblico sempre più ampio.

c.s.