Il 25 settembre, nel Tribunale di Vercelli si è tenuto il rito direttissimo che ha riguardato i due individui residenti a Gattinara, arrestati dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Varallo nel tardo pomeriggio di mercoledì 23 settembre con l’aiuto di una pattuglia della radiomobile della Compagnia di Borgosesia, responsabili di avere razziato quasi 200 chili di fili di rame, nel Comune di Borgosesia (VC), in regione Torame – zona ex cave.
Nella circostanza i militari avevano sorpreso i due malviventi a bordo di un veicolo in zona ex cave – rondò presso il capannone dismesso sito nel Comune di Borgosesia (VC) che con fare sospetto si stava allontanando e all’ALT, intimato dai Carabinieri, hanno intrapreso una fuga pericolosa che ha dato il via a un inseguimento, al termine del quale i ladri sono stati bloccati e tratti in arresto.
Nel corso delle operazioni sono stati sequestrati gli strumenti utilizzati per commettere il furto e la refurtiva, quest’ultima caratterizzata da materiale ferroso, per lo più fili di rame con alto valore commerciale la cui vendita nel mercato clandestino avrebbe garantito un ingiusto profitto stimato in diverse migliaia di euro.
Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Varallo, disponendo la liberazione degli arrestati ed applicando loro l’obbligo di presentazione quotidiano alla polizia giudiziaria competente per territorio – la Stazione Carabinieri di Gattinara.
Il Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Biella da cui dipendono i militari del Nucleo che hanno eseguito gli arresti sottolinea che il fenomeno criminale dei furti di rame colpisce soprattutto società operanti nel settore dei trasporti, nel settore energetico e delle telecomunicazioni, nonché aziende elettrotecniche ed elettroniche attive nella produzione ed utilizzazione di beni prodotti con l’impiego di rame, ma sono presi di mira anche cimiteri, chiese, cantieri edili e ditte in stato di abbandono. I ladri di rame e/o di alluminio si orientano verso ogni filiera aziendale /imprenditoriale, sia essa pubblica e/o privata, per riuscire ad impossessarsi di tali beni. Il rame è talmente ambito e costoso da essere definito “oro rosso”.
I furti per impossessarsi dell’oro rosso, oltre a riguardare aziende private, colpiscono anche luoghi di culto ed è il caso che i soggetti, stranieri, non disdegnano di appropriarsi di beni quali vasi, tettoie e addirittura crocifissi divelti dalle tombe nei cimiteri che nottetempo ispezionano. Oppure grondaie di palazzi e di chiese, anche attraverso le operazioni notturne di smontaggio per quindi portare altrove la refurtiva ed essere rivenduta e/o riciclata L’intervento testimonia ancora una volta lo spirito di servizio e la dedizione che animano i militari, quotidianamente impegnati a fronteggiare, prevenire e reprimere ogni azione per la tutela della comunita . Va come di consueto sottolineato che, considerata la fase preliminare del procedimento, gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti sino ad un accertamento di colpevolezza da parte del giudice con sentenza irrevocabile.