Pro Vercelli - 25 settembre 2026, 11:20

Mister Bonera, un'intervista diversa, sincera, da ascoltare

Ha esordito dicendo che ha perso il confronto con l'allenatore del Trento. Non è da tutti.

Mister Bonera (foto De Vecchi)

Avete visto l’ultima intervista del mister della Pro Vercelli, Daniele Bonera?
Se non avete sentito le sue parole, ecco a voi il link (digita qua).
Sono venti minuti da incorniciare.
Non c’ero in sala stampa, ma una certa familiarità con le interviste ce l’ho.
Anni 90, intervistato sempre Zoratti, in casa e fuori. Poi Sollier. Poi smetto per fare il direttore de La Sesia (in compenso me le raccontava il mio caro amico e collega Paolo Sala). Poi ho ripreso, serie B e serie C.
E come tutti gli appassionati di calcio faccio incetta di interviste di serie A e B (dove seguo con affetto il Matova dell'ex Modesto).
Nel novanta per cento le interviste sono prevedibili.
Abbiamo affrontato una squadra forte.
La fortuna non è stata dalla nostra parte.
Siamo stati punti da alcuni episodi, ma non meritavamo di perdere.
Alleno un gran gruppo, e i tifosi ci danno una grossa mano.
Esonero? Io faccio il mio lavoro, è la società che deve decidere.
Eccetera, eccetera, eccetera.
L’intervista di Daniele Bonera è diversa.
Colpo di scena iniziale. Mi assumo le mie responsabilità, ho perso il confronto con l’allenatore del Trento.
Mai successo di sentire un allenatore (forse Zeman) che dice di non aver studiato la partita al meglio (eppure succede tutte le domeniche che un tecnico toppi, ma che poi non lo ammetta).
Poi ha parlato della squadra: anche i suoi ragazzi hanno perso tutti gli scontri diretti (basta pensare a Piran, uno dei migliori elementi di questa squadra, che, come al solito, è stato bravo in fase di possesso palla, ma che in marcatura ha stentato. Oppure a Sow, che non è mai riuscito a saltare il terzino che lo marcava).
Gli allenatori, in genere, anche quelli che hanno preso il diploma alle scuole serali, dribblano le domande e rispondono con diplomazia.
Ecco, Bonera non lo ha fatto. Ha risposto a tutto e soprattutto non ha cercato alibi. Nemmeno il solito: che questa squadra è monca. E quindi - fa male scriverloe pensarlo - poco competitiva.
Ha giovani di belle speranze, si pensi a Burruano e Rutigliano, e ha un’ossatura niente male (due centravanti che possono fare male alle difese) ma è sprovvista di quei due tre elementi che potrebbero prendere per mano la squadra e magari riuscire ad agguantare i play off.
Ora come ora questa squadra masssimo massimo può salvarsi evitando i play out. In passato abbiamo visto delle Pro Vercelli che magari avevano due bravi giocatori per ruolo ma che non hanno centrato i play off.
Insomma, l'anno scorso è stata un'agonia, quest'anno stiamo soffrendo.
Però abbiamo un bravo allenatore. Trento a parte, nelle gare precedenti non si è vista una brutta Pro Vercelli. Si è vista una squadra che, come tutte, ha commesso errori, che ha perso giocatori importanti per infortunio, e che ha, punto primo, troppi bravi ragazzi di belle speranze ma privi di esperienza, e che ha, punto secondo, la panchina corta. 
Bonera punta sull'quilibrio: né un gioco palla lunga e pedale né un gioco moderno, esasperato.  A me (tifoso Viola) ricorda Prandelli (stesso modulo: 4-3-3 con 4-2-3-1 come possibile variante),
Insomma è una Pro Vercelli destinata a fare punti a fatica, ma abbiamo una bella persona che, a mio avviso, è anche un buon allenatore, e questo, almeno un po’, porta un po’ di luce. 
La dirigenza ritiene che questa squadra sia competitiva? Liberi di pensarlo, libera anche la tifoseria di essere esasperata, sfiduciata.
 

Remo Bassini