Notizie dall'Italia - 17 settembre 2026, 11:09

Frode sul riso biologico, sequestri da 10 milioni di euro in Lomellina, 14 aziende indagate

Operazione della Guardia di Finanza e degli ispettori dell'I.C.Q.R.F.: contestate frode in commercio e truffa per il consguimento di erogazioni pubbliche

Finanzieri dei Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Pavia e Ispettori dell'I.C.Q.R.F., su delega della Procura della Repubblica di Pavia, hanno dato esecuzione in data odierna a un sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Pavia, a carico di una serie di imprenditori agricoli lomellini, sino a concorrenza della somma di oltre 10 milioni di euro, profitto dei reati di frode nell'esercizio del commercio e di truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, nel settore della coltivazione del riso biologico.

L'attività si pone a valle di una complessa indagine volta a contrastare condotte che si assume abbiano danneggiato sia i consumatori - che, a fronte di una maggiore spesa, non hanno ottenuto un prodotto di qualità "bio" - sia la filiera risicola delle coltivazioni biologiche e gli altri operatori del settore.

Le investigazioni - che prendevano spunto da segnalazioni promananti dalla FEDERBIO -avviate nel 2023, hanno fatto emergere come la produzione di riso biologico, dichiarata da quattordici aziende agricole pavesi (che, già a un primo esame appariva incompatibile con l'estensione di terreno adibito a tali coltivazioni), fosse in realtà realizzata attraverso il ricorso a prodotti non ammessi.

Sono 14 le aziende coinvolte nell'inchiesta: le perquisizioni nei loro confronti hanno portato al sequestro di ingenti quantitativi di fitofarmaci e fertilizzanti vietati e di documenti extracontabili comprovanti le condotte illecite contestate, peraltro già emerse in sede di intercettazioni telefoniche. La difforme qualità del prodotto rispetto a quanto dichiarato è stata infine confermata dai risultati delle analisi di laboratorio eseguite sui campioni di piantine di riso prelevate presso le aziende indagate. È stato così accertato un sistema di produzione di riso e di altri cereali illecitamente commercializzati come biologici, ma di fatto coltivati con l'impiego di sostanze non consentite nell'agricoltura biologica.

Le condotte illecite avrebbero consentito agli imprenditori coinvolti di ottenere una resa per ettaro superiore a quella massima prevista per la produzione del prodotto biologico, conseguendo indebiti profitti provenienti sia dalla vendita di 40.000 tonnellate di riso a un prezzo maggiorato previsto per il "bio" per oltre 9,8 Milioni di euro, sia dalla indebita percezione di contributi pubblici erogati tramite i bandi regionali di sviluppo rurale legati alla PAC (Politica Agricola Comune) per circa € 400.000,00.

L'attività assume particolare rilevanza in relazione all'area di produzione pavese, che risulta essere la prima in Europa per la coltivazione di riso e per il numero di aziende agricole coinvolte. I risultati dell'indagine rappresentano una tutela per l'importante settore produttivo locale non coinvolto nella vicenda, rispetto al quale risultano confermate la correttezza dell'operato della maggior parte dei produttori locali e la qualità del relativo prodotto.

dal corrispondente a Vigevano