Riceviamo e pubblichiamo.
Il Movimento 5 Stelle è al fianco dei comitati e dei cittadini di biellese e vercellese nella richiesta avanzata alla Provincia di Biella, che ha in capo il procedimento, di rigettare la variante urbanistica necessaria alla realizzazione di una nuova stazione elettrica a Carisio (compresi i cavidotti di interconnessione), nell’ambito del più ampio progetto per un impianto agrivoltaico da 47 MW che interesserà i Comuni di Cavaglià, Santhià e Carisio/Formigliana.
Le osservazioni tecniche presentate da comitati e cittadini evidenziano quattro ordini di problemi. In primo luogo, la variante urbanistica per la stazione elettrica a Carisio contrasta con il principio di “minima compressione del suolo agricolo”, vista l’esistenza di altre aree già compromesse che potrebbero essere utilizzate, a partire dall’area industriale dismessa ex SACAL e dall’area individuata in origine a Santhià, peraltro già strutturata dalla stessa Econergy.
Senza dimenticare eventuali profili di illegittimità costituzionale, visto che la recente giurisprudenza della Corte Costituzionale ha ribadito la preminenza della tutela del suolo agricolo e del paesaggio rurale sulla libertà di iniziativa economica privata.
Sui tratti della SP230 e della SP3, peraltro, sarebbero già previsti almeno 10 passaggi di cavidotti di diversi progetti. La variante attuale, sommandosi a questo reticolo, trasformerebbe di fatto Carisio in un “hub elettrico a cielo aperto”, stravolgendo la pianificazione locale.