Ultim'ora - 09 giugno 2026, 17:48

Sostenibilità, Ferrero-Eiis-Conaf rilanciano impegno per filiera nocciola italiana

Sostenibilità, Ferrero-Eiis-Conaf rilanciano impegno per filiera nocciola italiana

(Adnkronos) - In occasione dell’Hazelnut Summit, svoltosi oggi nella sede del Parlamento Europeo a Roma, Ferrero Hazelnut Company (HCo), la divisione del Gruppo Ferrero dedicata alla filiera globale della nocciola, insieme all’European Institute of Innovation for Sustainability (EIIS) e al Consiglio Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali (Conaf) ha annunciato la prosecuzione dell’Hazelnut Agronomy Program, la scuola tecnica interamente dedicata al nocciolo in Italia, con una seconda edizione del percorso e la creazione di una Community di agronomi e professionisti dedicata a questo frutto. L’annuncio arriva al termine di un primo anno che ha superato le attese, celebrato durante il Summit con la presentazione di proposte e soluzioni innovative elaborate dai gruppi di lavoro creati durante il percorso e distintisi nelle varie fasi della didattica. 

Il programma è nato per supportare la filiera italiana della nocciola attraverso innovazione, sostenibilità e formazione professionale. Il settore, che sta affrontando sfide complesse legate ai cambiamenti climatici e alle nuove fitopatie, conta circa 95.000 ettari coltivati. Negli ultimi anni, però, la produzione italiana ha registrato cali significativi. Stagioni torride, precipitazioni irregolari, parassiti ed altre fitopatologie mettono in difficoltà migliaia di aziende agricole. Sfide di questa portata devono essere affrontate in maniera integrata, con competenze condivise e cooperazione di lungo periodo tra imprese, produttori, tecnici e mondo della ricerca. 

Il percorso, articolato in tre fasi - formazione online, sessioni in presenza ed evento conclusivo nazionale - è stato interamente finanziato da Ferrero HCo. La risposta della comunità professionale è stata straordinaria, con l’adesione di oltre 1.000 tra agronomi, tecnici di cooperativa e studenti di scienze agrarie, ai quali sono state dedicate oltre settanta ore di formazione. I 120 partecipanti più attivi hanno proseguito in quattro sessioni in presenza, organizzate nelle regioni corilicole di Piemonte, Umbria, Lazio e Campania. Con il patrocinio delle Università di Torino, della Tuscia, di Perugia e di Salerno, i partecipanti hanno potuto approfondire attraverso lavori di gruppo le sfide reali della filiera, dando vita a una comunità attiva, partecipe e animata da uno scambio costante tra esperti. 

 

La decisione di dare continuità al percorso nasce da una convinzione precisa: la costruzione di partnership tra impresa, professione, ricerca e istituzioni vuole essere uno strumento per supportare qualità, continuità, innovazione e sostenibilità della filiera italiana. In questo contesto, il dottore agronomo rappresenta la figura che traduce l’innovazione in pratiche di campo e che accompagna l’imprenditore agricolo con competenze tecniche, ecologiche e gestionali. “Con l’Hazelnut Agronomy Program abbiamo voluto stimolare la qualità, la sostenibilità e l’innovazione nella corilicoltura, investendo sulle competenze del tessuto territoriale. Le oltre mille adesioni confermano il reale bisogno di competenza e ricerca. La solidità dei progetti elaborati dai partecipanti dimostra le capacità e la motivazione a contribuire alla salute del settore. Anche per questo il Summit di oggi non è soltanto un bilancio, è l’occasione per annunciare la seconda edizione del programma e proseguire questo percorso, confermando il legame con la nocciola italiana e il suo territorio”, ha affermato Marco Botta, General Manager Ferrero Hazelnut Company. 

“Questa prima edizione ha offerto ai partecipanti un’opportunità straordinaria di misurarsi con sfide reali attraverso un percorso formativo innovativo che mantiene al centro la sostenibilità di lungo periodo. La condivisione di un linguaggio e di obiettivi comuni è la precondizione affinché i diversi attori della filiera collaborino in una partnership reale e duratura, ed è l’impegno che con questo Summit assumiamo formalmente, proseguendo il percorso insieme”, ha dichiarato Carlo Alberto Pratesi, Presidente EIIS. 

“Il dottore agronomo rappresenta il riferimento tecnico al centro della filiera e questa giornata sancisce l’impegno comune a portare avanti questo cammino. Oggi celebriamo il successo di un’idea in cui le professioni agrarie e forestali si presentano come lo sbocco specialistico e altamente qualificato per il settore. Un attento lettore, però, si accorgerebbe che l’apparenza è ingannevole: qui, oggi, raccontiamo come le professioni agrarie e forestali sono diventate leva di interesse generale, in quanto sono - e lo saranno sempre più - professioni già immerse nei processi di trasformazione che segneranno il prossimo futuro del Paese. Con il riconoscimento dei crediti formativi professionali, Conaf formalizza questo valore per costruire un sistema agricolo resiliente e sostenibile”, ha concluso Mauro Uniformi, presidente Conaf. Le candidature per la nuova edizione dell’Hazelnut Agronomy Program si apriranno nei prossimi mesi e il percorso prenderà ufficialmente il via in autunno. Per maggiori informazioni: https://www.eiis.eu/hazelnut-agronomy-program. 

 

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