È morto il colonnello Fulvio Maraviglia. Lo piange tutta Vercelli, lo piange l’Arma, lo piangono la splendida moglie Donatella Petrucci e il figlio, di cui Fulvio era tanto orgoglioso, Federico.
Nato a Firenze 68 anni fa, era rimasto legatissimo alla sua città. Firenze, per Fulvio e Donatella, era la città degli infiniti ritorni. Dei loro primo ricordi.
Ma nel 1999 c’era stato l’incontro con Vercelli, e fu amore a prima vista. Fulvio Maraviglia, capitano della locale compagnia dei carabinieri si distinse tanto nell’attività investigativa quanto per quella umanità che aveva nel cuore e nello sguardo: da carabiniere autorevole, serio, ma buono.
Dopo la parentesi novarese, e aver concluso la carriera con il grado di colonnello, si era, insieme a Donatella, sempre più legato a Vercelli. Certo, la Fiorentina e Firenze gli erano rimasti nel cuore, ma con questa città aveva stretto un legame fortissimo, fatto di affetti, di incontri, di passeggiate, di frequentazioni di luoghi deputati alla cultura.
A Fulvio Maraviglia piacevano soprattutto i libri gialli. E tra gli scrittori, aveva una predilezione per Piero Chiara. Lo aveva amato durante la sua permanenza a Luino.
Ci mancherà, mi mancherà. Mi mancheranno i suoi consigli preziosi per i miei libri gialli (dopo una prima stesura, lui era il prima a cui li facevo leggere prima della pubblicazione), mi mancheranno gli incontri e i caffè consumati parlando di Vercelli, della nostra Toscana e di libri, in piazza Cavour.
Ho perso un amico.
Tanti amici lo piangono. Perché per Fulvio l’amicizia era sacra.
Ne cito qualcuno, sapendo bene che nelle nostre chiacchiere da bar, non c’era tempo abbastanza per tutti. Parto da Gigi Nodaro. E da sua moglie Federica. Nodaro era un mio giornalista quando dirigevo La Sesia. E fu Nodaro a presentarmelo e farmelo conoscere. Proseguo con il suo amico medico che lo ha sempre seguito con professionalità e affetto, Pino Sulpizio, e chiudo con il professor Alessandro Stecco, a cui Maraviglia era legato, da anni.
A Donatella, al figlio Federico con la moglie Silvia e il nipotino Riccardo un abbraccio e le condaglianze di Infovercelli24.
Domani alle 17,30 in Santa Maria Maggiore sarà recitato il rosario mentre l’ultimo addio avrà luogo in Duomo, mercoledì alle 11,30.