Dal 15 maggio in libreria "50 anni da Felice. L'ultimo trionfo di Gimondi al Giro d'Italia" del giorjnalista e critico d'arte vercellese Massimiliano Muraro, con la postfazione di Norma Gimondi. In libreria in concomitanza con il Giro d'Italian2026, a cinquant'anni esatti dall'impresa.
Verrà presentato ufficialmente giovedì 14 maggio ore 18 al Motovelodromo di Torino al Salone Off, evento corollario del Salone del Libro di Torino.
Il 12 giugno 1976 Felice Gimondi porta a compimento l'ultima impresa della suanstraordinaria carriera sportiva: contro ogni pronostico, a quasi trentaquattro anni,nvince il suo terzo Giro d'Italia. A Milano è lui a salire sul gradino più alto del podio con indosso la maglia rosa, davanti al belga Johan De Muynck e al campione in carica Fausto Bertoglio, in un'edizione della corsa che ha visto impegnato anche Eddy Merckx.
50 anni da Felice. L'ultimo trionfo di Gimondi al Giro d'Italia di Massimiliano Muraro (Ediciclo Editore, collana Miti dello sport) celebra quel trionfo ripercorrendolo tappa dopo tappa, dalla Sicilia alla Lombardia, attraverso gli Appennini e le Alpi, in un racconto che va ben oltre la cronaca sportiva. Il declino del Cannibale, l'ascesa di Moser, le volate di De Vlaeminck e la tragedia di Santisteban sono solo alcune delle storie che fanno da corollario all'impresa.
L'autore, storico dell'arte, giornalista e ciclista appassionato, ha costruito il libro ispirandosi
dichiaratamente alle cronache di Dino Buzzati al Giro d'Italia del 1949: ogni tappa diventa
occasione per esplorare i luoghi attraversati dalla corsa con digressioni su arte, letteratura,
storia e antropologia, dai Bronzi di Riace ai Sassi di Matera, dal Vajont alla Madonna del
Ghisallo, dal Duomo di Cefalù alle Dolomiti. Un intero capitolo è dedicato ai legami tra
ciclismo e cultura: da Buzzati a Pratolini, da Brera a Gianni Mura, da Pascoli a Rodari, fino
alle canzoni di Paolo Conte, De Gregori e Guccini.L'architettura narrativa del volume comprende anche tre lettere ideali dell'autore indirizzate a
Felice Gimondi, inserite in momenti chiave del racconto: alla vigilia della partenza da
Catania, nel giorno di riposo a Varazze e nell'epilogo a Milano, dopo la vittoria. Una scelta
che intreccia la dimensione autobiografica con quella sportiva: Muraro è nato nel 1976, lo
stesso anno del trionfo di Gimondi, e la passione per il ciclismo gli è stata trasmessa dal
nonno, contadino veneto e grande tifoso del campione bergamasco. Anche i loro padri
condividono lo stesso mestiere: camionisti, gente di strada abituata alla fatica e alla tenacia.
Il volume è arricchito dalla postfazione di Norma Gimondi, figlia di Felice, che in un
dialogo ideale con il padre ripercorre ricordi e dichiarazioni legate a quel Giro, restituendo la
voce intima e umana del campione. L'uscita del libro è stata appositamente programmata in
concomitanza con il Giro d'Italia 2026, per celebrare il cinquantennale di un'impresa che
resta tra le più grandi della storia del ciclismo italiano.
Un libro per gli appassionati di ciclismo e di sport, per chi ama il racconto dell'Italia
attraverso la lente del viaggio e della cultura dei territori, per chi crede che nella vita, come
diceva Gimondi, si possa essere utili anche arrivando secondi o quinti, purché la si metta
tutta.
Massimiliano Muraro (Vercelli, 1976) è storico dell’arte e giornalista. Ha collaborato con
numerose testate e pubblicato monografie, saggi e articoli su pittori, scultori, architetti e sui
principali movimenti artistici. Praticante e appassionato di ciclismo, nel 2024 ha lavorato per
l’ufficio stampa Grand Départ del Tour de France.