Arte e Cultura - 07 maggio 2026, 15:25

2055, giallo firmato da Giulio Dogliotti: sabato 26 la presentazione

Al Museo Leone di Vercelli alle ore 17.30. Dialogherà con l'autore Piergiorgio Fossale, a lungo presidente dell’ordine dei medici della Provincia di Vercelli, già assessore alla Cultura del comune .

Sabato 16 maggio al Museo Leone di Vercelli alle ore 17.30 sarà presentato il nuovo libro di Giulio Dogliotti, proprio il giorno della sua uscita nelle librerie e su tutti i principali web store. 

A dialogare con l’autore al Leone sarà il dottor Piergiorgio Fossale, a lungo presidente dell’ordine dei medici della Provincia di Vercelli, già assessore alla Cultura del comune e artefice di progetti, tra i quali “Arca” con le sue importanti mostre d’arte, e da tempo promotore di prestigiosi convegni sulle Neuro Scienze. Il libro “2055” è un giallo che guarda avanti senza dimenticare le regole del genere, usando il futuro prossimo come spazio narrativo e come interrogativo morale. 

Tutto comincia con un’immagine gelida e precisa: un’alba sul lago di Ginevra, un pontile, alcuni vestiti maschili abbandonati. Un possibile suicidio, una scomparsa eccellente e subito la sensazione che la verità sia molto meno ovvia di quanto appare. L’indagine, affidata al commissario David, prende forma arricchita dalla presenza di Rebecca, ex poliziotta ora scrittrice di romanzi gialli. Il rapporto tra i due diventa uno dei motori del racconto: due sguardi diversi sul crimine, uno immerso nell’azione, l’altro più portato all’osservazione e alla interpretazione dei possibili sviluppi. In questo equilibrio si innesta una trama che cresce di complessità, allargandosi fino a toccare interessi internazionali e zone d’ombra in cui la legge non ha potere. Il 2055 immaginato nel romanzo è un futuro prossimo, credibile, inquietante proprio perché plausibile. La tecnologia si è mutata in una presenza silenziosa e pervasiva, talmente integrata nella vita quotidiana da risultare quasi irriconoscibile. La tensione narrativa è sostenuta dal tipo di lettura scorrevole e visiva, ricca di discorsi diretti, che concedono al lettore grande libertà di immaginazione, e conduce a un’ampia riflessione sul rapporto tra uomini e macchine, mettendo in forse il confine tra controllo e dipendenza. Infatti la vera domanda che pone il romanzo non è soltanto chi sia il colpevole, ma quanto saremo ancora padroni dei sistemi che abbiamo creato. 

Con 2055, Giulio Dogliotti firma un poliziesco futuribile, capace di coniugare intrigo, emozione e inquietudine etica, un romanzo che avvince come un giallo ma che lascia dietro di sé un’eco più profonda, quella di un probabile futuro forse già cominciato. Il libro lo troverete in libreria e sulle piattaforme Web dal 16 maggio

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