Provincia - 21 marzo 2026, 19:08

Annullata la 50° edizione dell'Alpa'a

Salta il principale appuntamento dell'estate valsesiana: polemiche accese in valle

La notizia è di quelle clamorose: Il Comitato per l’Alpàa ha comunicato ufficialmente l'annullamento della 50ª edizione della principale manifetazione dell'estate valsesinana, prevista per luglio 2026. In una nota destinata a diventare un caso, il Comitato parla di «atto dovuto e inevitabile a fronte delle recenti decisioni dell’Amministrazione Comunale di Varallo, che hanno di fatto azzerato le condizioni minime di agibilità operativa, economica, finanziaria e relazionale per l’organizzazione dell’evento. La decisione scaturisce dalla deliberazione della Giunta Comunale n. 43 del 20 marzo 2026, con la quale il Comune ha disposto unilateralmente l’assegnazione di un contributo di soli 40.000 euro, respingendo la necessaria minima richiesta di 100.000 euro».

Secondo il Comitato, la somma richiesta si sarebbe basata su impegni precedentemente assunti dall’amministrazione e In particolare sugli impegni inseriti nel bilancio di previsione 2026-2028: «sulla base di questa previsione, già da mesi era stata avviata la programmazione della cinquantesima edizione, con date già comunicate e contatti avviati con partner, sponsor e fornitori - precisano nella nota - Tuttavia, la scelta finale della giunta ha compromesso mesi di lavoro e un rapporto di fiducia costruito nel tempo».

Le reazioni

«Esorto tutti a mantenere la calma - commenta Francesco Pietrasanta, presidente dell'Unione Montana -. È doveroso comprendere le posizioni del Comitato e del Comune e, nella massima delicatezza che da sempre contraddistingue questa realtà, trovare una strada di mediazione che possa arrivare a una soluzione condivisa. L’Alpàa è un evento magico, tradizionale e strategico per tutta la Valsesia». Pietrasanta assicura che «L’Unione Montana si attiverà nei prossimi giorni per aiutare Varallo a trovare una sintesi che tenga conto delle reciproche necessità e problematiche, del Comune e del Comitato. Sono sicuro che si troverà una soluzione per il bene della Valsesia».
Intanto, però, la polemica divampa. In una nota diffusa attraverso i social Paolo Tiramani, ex sindaco di Borgosesia ed ex parlamentare, spara a zero: «In merito al comunicato stampa che sancisce la fine dell'Alpaà proprio nell'anno del cinquantesimo della fondazione, ci tengo a rimarcare come la Valsesia, oggi più disunita che mai nonostante operazioni di finto buonismo politico, come l'iscrizione di molti amministratori locali in Forza Italia, perda ormai mensilmente servizi e attrazioni - dice firmando una nota insieme all'ex assessore comunale e dell'Unione Montana, Francesco Nunziata -. Alpaà viene annullata per questioni economiche, così come per questioni economiche perderemo probabilmente il giudice di pace a Varallo. Possibile che le amministrazioni comunali del territorio, non possano unirsi e ragionare come un unico soggetto territoriale per quanto riguarda servizi di primaria importanza e attrazioni turistiche? A cosa serve l' Unione Montana se non riesce a fare regia su questi temi?».

Nel tardo pomeriggio interviene anche il presidente della Provincia, Davide Gilardino: «Ho appreso con molto dispiacere la decisione del Comitato Alpàa di annullare la 50’ edizione di una delle manifestazioni più straordinarie e di richiamo non solo del territorio valsesiano, ma dell’intera provincia di Vercelli. Devo dire, però, di non essere sorpreso, considerando il susseguirsi di problematiche che ultimamente si presentano in alta Valsesia. Monte Rosa, Sacro Monte di Varallo e Alpàa devono essere i tre elementi da cui partire per valorizzare maggiormente la valle e animarla di spirito coeso e unitario.  Soprattutto con l’avvicinarsi del decimo anno dalla scomparsa di Gianluca Buonanno, è impossibile non pensare che la Valsesia non abbia più trovato una visione chiara per continuare a crescere e valorizzarsi. Io sono come sempre a disposizione delle amministrazioni e del mondo associativo per fissare insieme obiettivi da raggiungere. Assicuro - conclude Gilardino - che già da domani inizierò dialoghi sul territorio per creare anche in Valsesia quel clima che identifica, oggi, 56 comuni dei Borghi delle Vie d’Acqua. Realtà che investono volontariamente (1 euro per abitante) in progetti di coesione e che, soprattutto, hanno creduto e credono nelle potenzialità di un territorio unico».


 

redaz