Attualità - 05 marzo 2026, 08:04

«Treni, niente riapertura per le tratte locali sospese. E a luglio nuovi aumenti»

Intanto giurano 41 nuovi capitreno, punti di riferimento per i passeggeri

Quarantuno nuovi capitreno, pronti a entrare in servizio sui convogli del Piemonte, hanno prestato giuramento mercoledì a Torino. Alla cerimonia, svoltasi nella Sala Colonne di Palazzo di città a Torino, ha preso parte anche l’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi. «Abbiamo inaugurato – ha detto l’assessore Gabusi - molti dei 65 nuovi treni che circolano sulla rete ferroviaria piemontese, ma oggi è ancora più importante festeggiare l’ingresso in servizio di tanti giovani che quei mezzi li governeranno. Un momento significativo perché, da oggi, saranno loro la nostra interfaccia e il riferimento principale dei viaggiatori».

A giurare 30 ragazze e 11 ragazzi, tra i 21 ed i 31 anni, selezionati tra migliaia di candidature. I capitreno sono il punto di riferimento essenziale per i viaggiatori sia a bordo treno che a terra. Accolgono, orientano e informano le persone, fornendo indicazioni, e verificano i titoli di viaggio dei passeggeri provvedendo, se necessario, alla loro regolarizzazione. Il capotreno, nello svolgimento delle proprie mansioni, assume il ruolo di Pubblico Ufficiale, sorvegliando la sicurezza e la regolarità della circolazione del treno di cui è responsabile. Le assunzioni della Direzione regionale Piemonte di Trenitalia negli ultimi tre anni sono state di 176 capitreno e di 76 macchinisti.

Intanto, però, dalla seconda Commissione regionale, dedicata ai trasporti, non arrivano notizie particolarmente positive per i pendolari. A denunciare che «Troppe domande restano senza risposte chiare e sulle linee sospese crescono le incertezze» sono i consiglieri del Pd Simona Paonessa e Domenico Rossi che, dopo l’audizione dei tecnici di Trenitalia e RFI, sottolineano: «Abbiamo nuovamente portato l’attenzione sui disagi e disservizi che i pendolari della linea Torino-Milano si ritrovano a rivivere ogni giorno sottolineando come sia indispensabile bloccare l’aumento dell’1,32% per i mezzi pubblici a partire dal prossimo luglio», spiegano i consiglieri Dem  che, alla Giunta Circio chiedono di «bloccare gli aumenti come segno simbolico di vicinanza ai pendolari alle prese con ritardi, treni sovraffollati, cancellazioni e disservizi».
Ampio spazio anche al tema delle infrastrutture ferroviarie. «Abbiamo sottolineato come sia importante investire per mitigare il degrado e la scarsa accessibilità in tante stazioni sul territorio. Per la stazione di Santhià, ad esempio, snodo importante che conta quasi 5.000 passaggi quotidiani, sono stati confermati i lavori di restyling del sottopassaggio da fine maggio 2026 ed è stata sottolineato che l’attenzione deve essere massima per i lavori correlati all’accessibilità delle persone con disabilità, come gli ascensori di accesso ai binari i cui lavori sono calendarizzati per il 2027», riferiscono i Consiglieri del PD.
Brutte notizie sul fronte delle linee sospese che toccano le province di Vercelli e Novara. «I tecnici di RFI hanno ribadito che la tratta Novara-Varallo non rientra tra le priorità della Regione. Non risulta esserci, infatti, nessuna richiesta ufficiale da parte della Regione per la riapertura e nessun fondo dedicato. La stima dei costi indicativa per riaprire la linea dovrebbe essere di circa 50 milioni e quasi 4 anni di lavoro», dichiarano Rossi e Paonessa. «Anche sulla linea Santhià-Arona continua la politica dei rinvii: lo studio di fattibilità, con relativa analisi costi-benefici sulla riattivazione dei servizi, che doveva essere ultimato entro il 2025 per poi slittare a giugno 2026 risulterebbe, ora, ulteriormente ritardato a fine anno. I piemontesi meritano chiarezza: ricollegare Santhià e Arona avrebbe una significativa ricaduta sulla qualità della vita dei pendolari e permetterebbe non solo treni diretti da Torino a Domodossola, ma anche collegamenti ferroviari tra Torino e la Svizzera senza necessità di cambio a Milano favorendo notevolmente il turismo in regione e i territori» concludono i consiglieri regionali.

redaz